domenica 15 giugno 2008

Il Prof. Montanari demolisce l'inceneritore di Marrazzo & Cerroni

Confermate le motivazioni delle due VIA (Valutazioni Impatto Ambientale) negative

Conferenza del Prof. Montanari direttamente nella zona di Roncigliano, a pochi metri dal luogo dove Cerroni & Marrazzo vogliono costruire l’inceneritore più grande del mondo, come ama definirlo Cerroni.

L’oratorio della parrocchia di Roncigliano non è riuscito a contenere l’eccezionale partecipazione: la maggior parte dei cittadini ha seguito l’incontro dall’esterno del locale.

Assenti, come al solito, Sindaci, Assessori e Consiglieri Comunali, in tutt’altre faccende affaccendati.

Il Prof. Montanari ha illustrato le sue teorie alla Camera dei Lord, ma non avuto l’opportunità di spiegare ai Sindaci dei Castelli Romani i pericolosi effetti dell’incenerimento sull’aria, sull’acqua, sui terreni, sulle colture, sulla salute degli animali e delle persone, sulle modificazioni del DNA.

Il Prof. Montanari, nelle tre ore di intervento, ha esposto le sue scoperte in tema di nanoparticelle e i devastanti danni che queste possono portare in termini sanitari.

“L’incenerimento è la tecnica più pericolosa per trattare i rifiuti”.

Il Prof. Montanari ha spiegato che, in un processo di incenerimento, maggiore è la temperatura cui vengono bruciati i rifiuti, minore è la diossina prodotta, ma maggiore è la quantità di nanoparticelle emesse.

Bruciare una tonnellata di rifiuti ci regala:
Una tonnellata di fumi,
300 kg di ceneri “solide” inerti (rifiuti speciali da smaltire in discarica),
30 kg di ceneri volanti,
25 kg di gesso,
650 kg di acqua di scarico.
Fonte: Greenpeace

L’aria non sarà più la stessa!!!

Il Prof. Montanari ha sostenuto che i fumi prodotti dall’inceneritore, carichi di nanoparticelle e di diossina, si spargeranno nell’aria per decine di chilometri, contaminando tutta l’area dei Castelli Romani. Molto pericoloso è anche l’utilizzo del carbone.

Con riferimento alla qualità dell’aria, la VIA della Regione Lazio afferma che “il Comune di Albano è incluso nell’elenco che individua i Comuni nei quali i valori degli inquinanti (PM10) sono superiori ai limiti previsti e per i quali devono essere proposti dei piani di azione”.

In merito all’utilizzo nella combustione del carbon coke, la VIA della Provincia di Roma sembra essere stata scritta dal Prof. Montanari: “Le temperature raggiunte sono soprattutto conseguenti all’utilizzo del carbon coke per il quale lo studio di impatto non prevede misure di attenzione sia per quanto riguarda lo stoccaggio che il trattamento delle emissioni. Tale materiale produce grandi quantità di polveri, invece stranamente assenti nelle emissioni del gassificatore proposto. Problemi analoghi riguardano l’anidride solforosa ed eventuali sostanze radioattive, tipiche del coke”.

Il terreno non sarà più quello di prima!!!

L’inceneritore di Roncigliano è un ecomostro in grado di trattare 227mila tonnellate di
rifiuti all’anno
, che emette nell’aria nanoparticelle, diossine, ossido di carbonio e di azoto, anitride solforosa.

Le diossine degradano dopo decenni, si accumuleranno nel territorio circostante, sull’erba, sulle olive, sulle viti delle zone a D.O.C. Colli Albani e arriveranno a noi.

Il Prof. Montanari ha ricordato che tutte le colture di Vienna, a causa della presenza di un inceneritore, hanno perso la denominazione DOC.

Confermata, quindi, la VIA della Regione che afferma: “l’intorno è caratterizzato da colture di vite che per effetto delle variazioni meteorologiche verrebbero soggette a trasformazioni della qualità dell’umidità e delle pioggie, che in combinazione con le emissioni dell’impianto, comprometterebbero la qualità del raccolto”.

A rischio sono, quindi, i prodotti tipici dei Castelli Romani, in particolare i vini DOC dei Castelli.

In pratica, Marrazzo con l’inceneritore vuole distruggere l’80% dei vini DOC della Regione Lazio.

In merito, sempre la VIA della Regione Lazio che afferma: “l’intervento proposto ricade in un’area destinata dal vigente PRG di Albano a zona agricola, mentre ai fini della classificazione paesistica di cui al PTP n. 9 - Ambito Territoriale dei Castelli Romani la zona risulta Zona 3 - Zone agricole con rilevante valore paesistico ed ambientale”.

A conferma, anche la VIA della Provincia di Roma sottolinea che “per quanto riguarda l’ubicazione dell’impianto , quest’ultima risulterebbe interessare un’area così detta AGRICOLA DI PREGIO”.

Gli effetti devastanti sulla salute pubblica!!!

Il Prof. Montanari ha nuovamente sfidato il Prof. Veronesi a un confronto pubblico sugli effetti degli inceneritori sulla salute.

Decine di studi confermano ormai la correlazione tra presenza di inceneritori sul territorio e aumento delle malattie cancerogene.

Il Prof. Montanari ha ricordato che l’ultima ricerca, resa pubblica il 3 aprile 2008 dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, afferma che nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 23 per cento.

L’inceneritore ci ruberà anche l’acqua!!!

Bruciare 227mila tonnellate di rifiuti ci regalerà:
227mila tonnellate di fumi,
68mila tonnellate di ceneri “solide” inerti (rifiuti speciali da smaltire in discarica),
6.810 tonnellate di ceneri volanti,
5.675 tonnellate di gesso,
148mila tonnellate di acqua di scarico.
Fonte: elaborazione su dati Greenpeace

L’inceneritore ha bisogno di acqua, di tanta acqua.

In merito agli aspetti idrogeologici la VIA della Regione Lazio puntualizza che:
· “L’opera ricade nell’ambito delle Aree Critiche come perimetrate ai sensi dell’art. 5 LR 1 dicembre 2000, n. 30”;
· “Il progetto, prevedendo un approvvigionamento idrico da un nuovo pozzo nonché l’impermeabilizzazione di un’ampia superficie determina un aggravio dell’emungimento della risorsa idrica e un’alterazione di ricarica della falda con una diminuzione dell’infiltrazione efficace”.


In merito agli aspetti idrogeologici la VIA della Provincia di Roma afferma che:
· “Per quanto riguarda l’utilizzo di acqua, ne risulterebbe un consumo totale di 450 tonnellate al giorno (ndr: 164.250 tonnellate di acqua l’anno) in contrapposizione a quanto previsto dalle norme sulle AREE CRITICHE che vietano ogni possibile nuova captazione (l’area in questione è un’area critica)”;
· “D’altro canto è ben nota la carenza idrica della zona, dove le acque per uso idropotabile presentano numerosi problemi sia qualitativi che quantitativi”.
· “Alcuni studi recenti portati avanti dall’Università di Roma 3 indicherebbero i prelievi di Cecchina, Pavona, Pomezia, ecc., quali principali responsabili dell’abbassamento della falda idrica dei castelli con dirette implicazioni sull’annoso problema dell’abbassamento del livello delle acque del Lago di Castelgandolfo”.

L’inceneritore mette a rischio anche il Lago di Castelgandolfo!!!

Marrazzo sta dando l’estrema unzione ai Castelli Romani

Cerroni vorrebbe inaugurare l’inceneritore più grande del mondo con un intervento del Papa.

In effetti, se l'inceneritore verrà realizzato, il Papa potrebbe venire a dare l’estrema unzione a questo territorio e alla sua popolazione.

E’ tempo di prendere i forconi!!!

Non possiamo bruciare il nostro futuro, quello del nostro territorio, quello dei nostri figli.

Contro la proposta di Marrazzo & Cerroni, tutti in Regione il 20 e il 24 giugno 2008.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

L'articolo è buono, ma ci vuole più precisione del tipo di quella usata da Marino Ruzzenenti per criticare l'inceneritore della mia città, Brescia. A proposito, l'inceneritore di Brescia, su tre linee, brucia fino a 800000 (ottocentomila) tonnellate anno ed è in città. Dunque il vostro è un medio. non è per fare a gara, ma per essere precisi contro gli inceneritoristi che lo portano ad esempio.
sempre contro l'incenerimento, saluti,
mirko

Anonimo ha detto...

Sulle dimensioni si gioca un pò con le denominazioni degli impianti e con le tecnologie usate.
Quello di Albano è un "gassificatore"; cioè un inceneritore a combustione endotermica, usando una definizione che ho trovato in rete; ed è più grande, con se sue 220.00 tonnellate/anno; del "nostro" di Malagrotta che brucerà "solo" 182.000 t/a. Almeno nei progetti, visto che anche quello di Brescia mi sembra fosse progettato per 250.00 t/a.
Per quanto riguarda l'impianto di Malagrotta, che usa la stessa tecnologia (sic!) di quello proposto per Albano, incollo il testo che ho usato in diversi interventi per illustrare le "caratteristiche" di questo inceneritore.
Ma cosa si sta costruendo a Malagrotta?
L'impianto proposto da COLARI per Roma è basato sulla tecnologia Thermoselect, una società svizzera che ne detiene la licenza ed è praticamente identico a quello di Karlsruhe. Vediamo un pò come è andata questa esperienza pratica.
Diciamo intanto che prima della costruzione di Karlsruhe la Thermoselect aveva già subito delle condanne giudiziarie per violazioni ambientali commesse con il primo impianto di gassificazione di rifiuti solidi urbani, a Fondotoce, in Italia, nel dicembre 1999. Il fondatore e ingegnere capo di Thermoselect e due membri del consiglio d’amministrazione sono stati condannati da tribunali italiani a sei mesi di arresto con la condizionale e al pagamento di multe per violazioni ambientali che si riferivano, in questo caso, anche all’inquinamento del Lago Maggiore con composti tossici, compreso il cianuro, il cloro e composti di azoto. Questo impianto ha avuto problemi operativi e non è stato in grado di funzionare a piena capacità per più di un mese, ad ogni tentativo, prima di chiudere definitivamente.
L'impianto di Karlsruhe.
L’avvio dei lavori è nel 1997 e il primo permesso ad operare nel 1999;
- nel 2000 è stato spento per una serie di problemi;
- nel 2001 è stato cambiato il permesso di esercizio richiedendo alcune modifiche, in base alle quali è stato dato un permesso per ulteriori 6 mesi;
- nel 2002 ha avuto il permesso definitivo;
- nel 2004 ha smesso di operare perché alle prove di verifica delle emissioni questo impianto non è stato in grado di garantire la sua efficacia, avendo nel frattempo accumulato una perdita di 500 milioni di €.

Nel suo funzionamento non è mai stato in grado di operare alla capacità nominale che era stata dichiarata, arrivando ad un massimo del 60%, con conseguenti gravi problemi per la municipalità cui doveva dare soluzione alla chiusura del ciclo dei rifiuti; le prove non sono mai durate più di 72 ore, che sono il minimo per superare un test, i consumi di combustibile e di acqua sono sempre stati superiori a quelli di progetto; a fronte di un permesso di consumo di acqua pari a 356000 m3 all'anno, Thermoselect ha comsumato 400.000 m3 in sei mesi, anche il consumo di gas di sostegno è risultato superiore alle aspettative: fra 290 e 380 m3/tonn. di CDR.

Con questi pessimi risultati tecnici, la sostanza è che delle 250 tonn/giorno di RSU che l'impianto avrebbe dovuto gassificare, in realtà non si è andati al di là del 50%, nell'anno migliore, il 2002. Tutta la vicenda ha occupato i giornali locali per anni. Alcuni titoli
"Il miracolo che non funziona" (Der Spiegel, 25.9.2000);
"La magia della miracolosa arma della spazzatura svanisce..." (Die Tageszeitung, 28.8.2001);
"Lo scetticismo degli oppositori della città di Hanau si dimostra giusto : la fornace Thermoselect di Karlsruhe sta per chiudere definitivamente" (Frankfurter Rundschau, 29.7.2003);
"Nessun futuro per Thermoselect" (Frankfurter Allgemeine Zeitung, 3.3.2004)
"La fine di Thermoselect" (Frankfurter Allgemeine Zeitung, 5.3.2004);
"La fine del miracolo delle spazzature a Karlsruhe" (Die Tageszeitung, 11.3.2004;
"La storia del miracolo della spazzatura finisce in tribunale" (Stuttgarter Zeitung, 20.10.2005);

Chiudiamo il capitolo referenze dicendo che un analogo impianto proposto nel Canton Ticino è stato rifiutato dopo un’attenta valutazione tecnico-economica della Municipalità svizzera;
Messo di fronte a queste obiezioni, durante la seduta del 16 ottobre 2006 al tavolo di concertazione della Regione Lazio "Innovazione tecnologica e Ricerca", il rappresentante della COLARI, afferma che il gassificatore in costruzione, autorizzato con ordinanza n. 16 del 25 marzo 2005, non seguirebbe più la tecnologia Thermoselect come da progetto approvato. Si tratta dunque di una variante in corso d'opera che necessita di una nuova autorizzazione. Ma ad una successiva richiesta di accesso agli atti non risulta nessuna richiesta di variazione del progetto.
Lo stesso Subcommissario ai rifiuti. Dott. La Porta, in un incontro con il Sindaco Veltroni, non è stato in grado di chiarire quale sia la tecnologia del gassificatore; se di quello fallito in Germania o altro.
Dal progetto presentato comunque risulta che l’impianto produrrebbe:
- 313 mg/anno di diossine
- 6.400 t. di fango concentrato di idrossidi di metallo e carboni che provengono dal trattamento delle acque
- 1.800 t. di zolfo recuperato dal gas, con tracce di diossine
- 2.700 t. di sale industriale anch’esso classificato come rifiuto industriale pericoloso, perché contiene tracce di metalli pesanti e di diossine
Il progetto non dice nulla di come saranno trattati questi residui industriali

Concludiamo riprendendo le parole del prof. Paul Connett che fotografa molto bene in un suo commento la situazione:
“Ritengo che i cittadini di Roma abbiano il diritto di sapere che la salute e la protezione dell'ambiente è responsabilità del governo della città, non responsabilità di Manlio Cerroni. La preoccupazione fondamentale di quest'uomo sembra essere quella di fare tutto ciò che è in suo potere per aumentare le sue enormi fortune a spese dell'ambiente, della salute pubblica e del valore immobiliare dei beni di coloro che hanno avuto la cattiva sorte di vivere in un'area che subisce l'impatto delle sue operazioni”.

Ciao
Maurizio Melandri

Anonimo ha detto...

L’inceneritore di Albano è un inceneritore-gassificatore. Come tale, secondo quanto mi ha dichiarato personalmente Manlio Cerroni, l’imprenditore che già ha costruito il gassificatore di Malagrotta (capacità: 500 tonnellate di CDR al giorno), il gassificatore di Albano “sarà progettato per bruciare 1.000 tonnellate al giorno e sarà il più grande gassificatore del mondo”. La costruzione è affidata al colosso giapponese JFK (Japan Fukoyama Engineering Corporation).
Ciao,
Sergio

Anonimo ha detto...

Brescia nasce con due linee per un totale di 266000 ton/anno. Finisce a 800000 ton perchè ci aggiungono un'altra linea, ma soprattutto perchè la quantità non è quella reale ma quella che garantisce un potere calorico pari a 266000 ton a un potere calorico standard ed elevatissimo. Una truffa che prima ha raddoppiato e poi triplicato i valori reali di tonnellaggio di rifiuti. occhio....
ciao, mirko