lunedì 30 novembre 2009

Gli inceneritori della vergogna, frutto di ricatti (vedi Marrazzo) e di falsità (vedi l'AIA di Albano)

COMUNICATO STAMPA
dell'ISDE - Associazione Medici per l'Ambiente

Oggi, 25 Novembre 2009, ricorre la Giornata Internazionale dei Medici per l’Ambiente: si costituiva infatti a Cortona (AR) il 25 Novembre 1990 l’International Society of Doctors for the Environment - ISDE.

ISDE è un’Associazione apartitica, senza scopo di lucro, articolata anche sul territorio nazionale italiano, riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.

Tra le sue finalità primarie vi sono quelle della promozione e della diffusione delle conoscenze, nonché l’organizzazione di iniziative finalizzate, primariamente, alla protezione dell’ambiente e della salute. In questo quadro assume fondamentale rilievo una corretta informazione di cui devono beneficiare sia i cittadini che le istituzioni e quanti hanno comunque responsabilità pubbliche a tutti i livelli e nelle principali sedi decisionali.

Con questo comunicato intendiamo pertanto non solo ricordare il ventennale della nascita dell’Associazione, ma celebrarlo ottemperando le finalità con la divulgazione di una notizia che riteniamo di cruciale importanza. Possiamo affermare che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle Amministrazioni!

L’articolo è comparso sui Quaderni di Ingegneria Ambientale - Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente è stato ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia - Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti - Parte II”.

L’autore cita il lavoro di Elliot P. et al (Elliot P., Shaddick G, Kleinschmidt I. Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain, British Journal of Cancer 1996, 73, 702-710), nel seguente modo: “La conclusione degli Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori…”

Nel lavoro originale Elliot ha scritto: “Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km... Over the two stages of the study was a statistically significant (P<0.05),>

Nello stesso articolo, il medesimo cita altri due studi: Franchini M. , Health effect of exposure to waste incinerator emissions: a review of epidemiological studies in Ann. Ist. Sup. Sanità 2004; 40 105- 115 e Hu S.W. Health effects of waste incineration: a review of epidemiological studies in J. Air and Waste Manag. Assoc. 2001; 51 1100-1109 ed Enhance Health Report finale http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/rifiuti/inceneritori/enh_relazione_finale.pdf) fornendo un’interpretazione diversa da quanto riportato dagli Autori, modificando o citando parzialmente i risultati emersi, sempre al fine di supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti.

Una segnalazione di quanto sopra, sottoscritta da numerosi medici e ricercatori italiani e stranieri fra cui i Prof. Dominique Belpomme e Paul Connet è stata oggi inviata al British Medical Journal, ove era stato pubblicato l’ articolo originale di P. Elliott.

L’International Society Doctors for Environment (ISDE) Italia stigmatizza e censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni Medico, quali l’autonomia e la correttezza.

L’International Society Doctors for Environment, coerentemente con l’insegnamento del suo Ispiratore e Maestro Lorenzo Tomatis, fa appello affinché il mondo dell’Informazione e della Scienza non sia succube di interessi che nulla hanno a che fare con la difesa della Salute.

Già in passato l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della Salute Pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare.

Arezzo, 25 Novembre 2009

Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia
Via della Fioraia n.17/19
52100 Arezzo
Tel. 0575-22256 - Fax. 0575-28676
www.isde.it; isde@ats.it

giovedì 12 novembre 2009

L’inceneritore che scotta!!!

La vicenda dell’inceneritore di Albano sta assumendo, giorno dopo giorno, i contorni di uno scandalo ormai di livello nazionale.

Dopo la fine indecorosa di Marrazzo, capo dei Cerroni Boys, crolla un altro pilastro delle lobby che gestiscono l’affare dei rifiuti nel Lazio: l’imprenditore milanese Grossi è stato arrestato.

Spuntano nomi di società e di politici, tutti impegnati con Cerroni alla costruzione dell’inceneritore di Albano e alla distruzione del territorio dei Castelli Romani.

Intanto i Sindaci e i politici tutti chiedono la sospensiva dell’inceneritore, almeno fino alle prossime elezioni comunali e regionali.

In sintesi, quello di Albano è un inceneritore che scotta!!!

Leggi gli articoli pubblicati dal giornale "Il Caffè":

I Sindaci chiedono la sospensiva dopo aver chiesto il mostro

I prestigiatori di discariche e veleni

sabato 7 novembre 2009

Cosa ha combinato Marrazzo sotto ricatto e minacce?

Venerdì 6 novembre 2009 si è tenuto nella sede della Protezione Civile un incontro sul tema della gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio. Hanno partecipato all’incontro l’Assessore Regionale ai Rifiuti Giuseppe Parroncini, i tecnici della Protezione Civile, l’assessore capitolino all’Ambiente, Fabio De Lillo, e l’amministratore delegato di Ama Franco Panzironi. Grande assente il sottosegretario Guido Bertolaso.

La Regione Lazio dovrà fornire una serie di dati nella prossima riunione tra 15 giorni.

Prima della riunione, l’Assessore Regionale ai Rifiuti Parroncini (già capogruppo del PD) si è cimentato in una penosa difesa delle scelte scellerate del suo ex Presidente in tema di inceneritori, arrivando a dichiarare “Le linee programmatiche del piano rifiuti del Lazio prevedono quattro impianti di termovalorizzazione, tre dei quali sono già in funzione e uno (quello di Albano) è autorizzato”.

Purtroppo l’ex Presidente Marrazzo non amava ascoltare i cittadini (vedi incontro con il “Coordinamento contro l’inceneritore di Albano” del 23 giugno 2009 e del 16 luglio 2009), ma era solito ascoltare i consigli dalle altre persone che frequentava (vedi incontro del 4 luglio 2009).

Purtroppo il nuovo Assessore regionale Parroncini dimentica di dire gli inceneritori di Colleferro e di Malagrotta sono sotto sequestro da parte della magistratura.

Purtroppo il nuovo Assessore regionale Parroncini non si è accorto che l’autorizzazione per l’impianto di Albano è stata firmata il 13 agosto 2009 e quella per l’inceneritore di Malagrotta il 18 agosto 2009.

La magistratura dovrà indagare sulla “incredibile fretta” con cui sono state concesse nei giorni di ferragosto queste autorizzazioni al signor Cerroni (sia l’impianto di Albano che quello di Malagrotta sono di proprietà del signor Cerroni), visto che il Presidente della Regione Marrazzo era potenzialmente esposto a ricatti e minacce di ogni genere a seguito della diffusione del noto filmato con i trans.

Ieri, l’inceneritore di Albano era il simbolo dell’illegalità (niente gara d’appalto, le distanze dalle abitazioni previste nella Legge Regionale non sono state rispettate) e dell’arroganza (il parere della ASL di Albano è stato cestinato, gli Ordini del giorno votati dai Consigli Comunali dei comuni dei Castelli Romani sono stati disattesi, la volontà dei cittadini è rimasta inascoltata).

Oggi, l’inceneritore di Albano è anche il simbolo del ricatto e delle minacce.

mercoledì 28 ottobre 2009

Le dimissini di Marrazzo...e se fosse un'opportunità?


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.


L’uscita di scena di Marrazzo non mi coglie di sorpresa e, come me, non sono sorprese tutte le Associazioni ambientaliste e i Comitati territoriali che in questi anni hanno avuto la (disav)ventura di confrontarsi con il Presidente della Regione Lazio.

Le incredibili storie di Malagrotta, di Albano, di Tarquinia e di Civitavecchia, di Colleferro, di Aprilia; tutte situazioni dove l’ex Governatore di una "Regione di tutti, nessuno escluso" (sic!) ha sgovernato sulla salute, i diritti e gli interessi dei cittadini. Sempre a favore di singoli o potentati economici.

Non sorprende l’improvvisa, e si spera definitiva, scomparsa dalla scena politica dell’ex integerrimo conduttore di "Mi manda Raitre".


domenica 25 ottobre 2009

Marrazzo si autosospende da Presidente dei Cerroni Boys

Oggi abbiamo appreso che Piero Marrazzo, Presidente dei Cerroni Boys, si è autosospeso.

Di fronte al fallimento delle sue politiche, in particolare nel settore della gestione dei rifiuti, la motivazione delle sue dimissioni sono “le mie debolezze private”.

Marrazzo si deve piuttosto dimettere per le sue scelte scellerate che avranno conseguenze devastanti su intere popolazioni.

Invece che per la storiella delle escort (tipologia trans), Marrazzo si deve dimettere per i reati che ha commesso nell’ambito della gestione dei rifiuti, con particolare riferimento all’inceneritore di Albano:
- ha calpestato la legge (a cominciare da quella regionale in tema di distanze delle discariche e degli inceneritori dalle abitazioni);
- ha taroccato la Valutazione di Impatto Ambientale (prima era negativa, poi è stata manomessa ed è diventata positiva);
- ha anteposto gli interessi privati del signor Cerroni a quelli dell’intera collettività;
- ha portato le tariffe dei rifiuti nella Regione Lazio al massimo livello su scala nazionale (e forse mondiale);
- ha mantenuto la raccolta differenziata a livelli irrisori e ridicoli;
- ha disatteso gli impegni presi con i cittadini, approvando di nascosto l’Autorizzazione di Impatto Ambientale il 13 agosto;
- ha fatto predisporre uno studio che sottostima di 1.000 volte i tumori determinati dall’inceneritore.


Di fronte a questi scempi, la partecipazione all’ultimo corteo contro l’inceneritore di Albano è stata impressionante: oltre 2.000 persone hanno chiesto le dimissioni di Marrazzo, Presidente dei Cerroni Boys!!!

giovedì 22 ottobre 2009

Via al monitoraggio dell’aria. Gasbarra chiede un referendum sull’impianto.

Cecchina: le analisi Arpa in vista della costruzione dell’inceneritore.
I comitati accolgono con distacco la notizia.

Da "Il Messaggero"
di ENRICO VALENTINI

Con la campagna straordinaria di monitoraggio dell’aria nella zona soprastante la discarica di via Roncigliano avviata ieri dall’Arpa Lazio, continua la marcia di avvicinamento alla realizzazione del contestatissimo inceneritore di Albano.

Il posizionamento di un laboratorio mobile di misurazione in via Portogallo, nei pressi della via Nettunense, concordato nella conferenza dei servizi di aprile, oltre ad acquisire e validare quotidianamente i dati sulla qualità dell’aria serve all’Arpa Lazio per realizzare l’indagine preventiva commissionata dalla Pisana prima della costruzione del gassificatore di Cecchina.

L’attività si concluderà nei primi giorni dicembre e i risultati saranno resi pubblici nei mesi successivi.

«Un impianto così importante - commenta il commissario Arpa Lazio Corrado Carrubba - deve rispettare una sostanziale compatibilità con l’ambiente circostante. Il compito dell’Agenzia - continua Carrubba - è quello di mettere a disposizione delle istituzioni e dei cittadini le informazioni utili a supportare sotto il profilo tecnico e scientifico la migliore comprensione dello scenario e di ogni altro passo».

L’indagine straordinaria dell’Arpa è stata accolta con freddezza dai comitati cittadini No Inc, dagli ambientalisti e dai rappresentanti politici locali contrari all’impianto. «Il monitoraggio dell’aria - dice Claudio Fiorani portavoce locale dei Verdi - è un fatto positivo ma non sposta di una virgola i problemi derivanti dalla costruzione dell’inceneritore. I dati sull’inquinamento, e non solo in questa zona, sono preoccupanti da tempo e la realizzazione dell’impianto, evidentemente, non può che aggravare i tanti problemi ambientali del territorio».

I comitati No inc, ancora ostinatamente impegnati ad impedire il progetto nonostante il completamento del lungo iter burocratico che ha dato il via libera ai cantieri, l’altro ieri hanno incassato importanti appoggi dal mondo politico.

Enrico Gasbarra, ex presidente della Provincia, nella rosa dei possibili candidati alla presidenza della Regione, ha chiesto di fermare il progetto e indire una consultazione pubblica.

«L’inceneritore non è una buona soluzione, su questo mi sento vicino ai comitati dei cittadini. Credo che occorra fermarsi e rivedere la situazione - dice Gasbarra - Dopo il 25 ottobre (data delle primarie del Pd, ndr) proporrò insieme agli eletti di indire subito una consultazione pubblica sull’inceneritore».

L’assessore provinciale alle Politiche del territorio e dell’ambiente Michele Civita, ieri l’altro, a margine della presentazione della raccolta porta a porta ad Ariccia ha invitato a recuperare il tempo perduto.

«Prima si parli di differenziata e poi di gassificatori - ammonisce Civita - Dobbiamo recuperare un ritardo di decenni. Nel centro di Berlino opera un gassificatore, ma lì la raccolta differenziata si pratica da trent’anni. Con la Regione abbiamo avviato un serio progetto per il riciclo che sta coinvolgendo molti comuni. Per l’anno prossimo contiamo di raggiungere risultati significativi».

domenica 18 ottobre 2009

In oltre duemila contro l’inceneritore

Da Albano a Genzano 5 chilometri di marcia con famiglie e bimbi al seguito


Nel mirino dei manifestanti soprattutto il presidente della Regione Marrazzo e l’amministrazione della città dell’Infiorata

Da "Il Messaggero" - 18 Ottobre 2009
di Enrico VALENTINI




Oltre duemila persone, ieri mattina, hanno partecipato alla marcia di cinque chilometri, da Albano a Genzano, organizzata dal coordinamento dei comitati No inc per ribadire il no alla realizzazione dell’inceneritore dei rifiuti nella discarica di Albano.

L’atteso ridimensionamento del numero dei partecipanti, dimezzato a non più di mille dalla Questura, non cancella comunque l’impressionante colpo d’occhio delle tante famiglie castellane in marcia, rigorosamente con bimbi al seguito portati dietro, per mano, in spalla, su decine di passeggini e carrozzine.

Numerosi, questa volta, giovani e giovanissimi che hanno contributo ad amplificare la rumorosa contestazione indirizzata soprattutto al presidente della giunta regionale Piero Marrazzo e sulle amministrazioni comunali del comprensorio, prima fra tutte quella di Genzano.


Il via libera alla definitiva realizzazione dell’inceneritore di via Roncigliano, giunto il 13 agosto con l’imprimatur degli uffici della Pisana che rilasciavano l’autorizzazione integrata ambientale, sembra aver coalizzato, dunque, un numero maggiore di cittadini, estremamente preoccupati per il futuro prossimo.

Non solo per i fantasmi che aleggiano sulla gestione del corretto smaltimento dei rifiuti da bruciare nell’inceneritore - la recente vicenda dell’impianto di Colleferro, ai Castelli ha fomentato il vero e proprio terrore anche su molti possibilisti della vigilia - ma soprattutto per i riflessi immediati che già vedono anche a qualche chilometro di distanza dall’inceneritore il crollo del valore degli immobili di piccoli proprietari. Che, oltre a ritrovarsi decine e decine di rate di mutuo ancora da pagare, convive da anni con i nefasti effetti della discarica: allergie, problemi respiratori e, quando il vento non spazza l’aria, odori nauseabondi.


Pochissimi, e tutti a titolo personale, i politici locali presenti alla manifestazione.

D’altronde la contestazione non ha risparmiato praticamente nessuno di loro, da sinistra a destra.


«Il disprezzo dimostrato nei confronti delle istanze della cittadinanza - spiega il presidente di un comitato No Inc, Danilo Ballanti - sta aumentando in modo esponenziale il malcontento nei confronti della giunta Marrazzo. Invece di guardare al futuro con scelte che prediligano la raccolta differenziata e altre soluzioni già attuate in molti paesi europei si è preferito dare il colpo di grazia a un territorio già ampiamente sfregiato dalla speculazione edilizia».

In attesa della prossima discussione - agli inizi di novembre - dei primi due ricorsi presentati dal coordinamento No Inc sulle decisioni che hanno portato all’imminente realizzazione dell’inceneritore, i comitati promettono altre battaglie.

«Troppo comodo, facile e remunerativo - dice Emiliano Viti del coordinamento No Inc - fare impianti impattanti anziché impegnare intelligenze e risorse con una serie politica di riciclo dei rifiuti. Siamo decisi a portare fino in fondo le nostre proteste e le nostre proposte».


Seguita dalla discreta presenza e massiccia presenza di poliziotti e carabinieri, la manifestazione non ha comportato problemi di ordine pubblico, terminando poco dopo le 13 sulla piazza principale di Genzano.

sabato 10 ottobre 2009

REPORT: L'oro di Roma. Come è andata a finire?


Domenica 11 ottobre 2009 alle ore 21,30
su RAITRE - Trasmissione REPORT

L'oro di Roma - Aggiornamento del 23 novembre 2008
di Paolo Mondani

Torniamo a Roma a descrivere che fine ha fatto la raccolta differenziata dei rifiuti, la discarica di Malagrotta e il gassificatore che sta entrando a regime.

Ad Albano, nel frattempo si sta costruendo il secondo gassificatore di Roma: parlano i cittadini locali a proposito dei loro dubbi e preoccupazioni.

A Colleferro raccontiamo l'indagine giudiziaria che nel marzo scorso ha decapitato i vertici dell'impresa che gestisce il termovalorizzatore.

Consigliamo all'onorevole Di Pietro, che ha fama di grande moralizzatore, di vedere attentamente la trasmissione su Report e di spiegare, nel comizietto che terrà ad Albano martedì 13 ottobre 2009, il motivo per cui il suo partito, l'Italia dei valori (o dei disvalori), non ha speso in due anni una parola sull'inceneritore di Albano e continua a sostenere le politiche scellerate di Marrazzo e gli interessi del signor Cerroni.

giovedì 8 ottobre 2009

“Il Sole 24 Ore” svela i progetti di Marrazzo

Sul giornale “Il Sole 24 Ore” di mercoledì 7 Ottobre 2009 è apparso un servizio sulla gestione dei rifiuti a Roma e nel Lazio.

Il giornale ha svelato i progetti scellerati di Marrazzo su Roma e sul Lazio.

I titoli su Malagrotta sono eloquenti: “Proroga vicina per la discarica di Malagrotta”, “Per Malagrotta altri tre anni di vita”. Cerroni può dormire sonni tranquilli.

Nel servizio è riportata l’intervista al neo-Assessore Regionale ai Rifiuti Parroncini, già capogruppo del PD, che sentenzia: “L’ipotesi di un quinto inceneritore nel Lazio, caldeggiata dal Comune di Roma e del Lazio, non sta in piedi. Entro inizio 2013 avremo impianti sufficienti per smaltire tutti i rifiuti non differenziati. E manderemo in discarica solo gli scarti della lavorazione del cdr (combustibile da rifiuti)”.

Da ciò si desume che l’inceneritore di Albano (il quarto inceneritore del Lazio) entrerà in funzione nel 2013!!!

L’Assessore di Marrazzo e del PD precisa: “Il Campidoglio deve trovare un sito all’interno del territorio romano. Smaltire i rifiuti in casa propria non è solo una questione etica, ma anche politica.”

Alcune domande ci sorgono spontanee.

Se l’AMA e il Comune di Roma devono smaltire i rifiuti in casa propria, per una questione di etica e di politica, ciò significa che saranno costretti ad utilizzare l’inceneritore di Malagrotta del signor Cerroni?

Se in discarica andranno solo gli scarti della lavorazione del cdr e il cdr deve essere bruciato a Roma, il Campidoglio deve trovare una nuova discarica vicino all’inceneritore di Malagrotta (di proprietà di Cerroni)?

Perché l’AMA, che dovrebbe smaltire i rifiuti in casa propria, per una questione di etica e di politica, è in società con il signor Cerroni nell’affare dell’inceneritore di Albano?

Purtroppo l’etica è stata da tempo sostituita dagli interessi del signor Cerroni e, sempre di più, il Piano Marrazzo appare come il vero Piano Cerroni.

Leggi tutto l'articolo pubblicato da "Il Sole 24 Ore".

domenica 4 ottobre 2009

Gli ultimi giorni di Marrazzo e dei suoi

A pochi mesi dalla elezioni regionali stiamo assistendo alla fine inesorabile e indecorosa di una compagine di potere che ha alla sua guida il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo.

Nell’ultimo periodo Marrazzo si è distinto per agevolare in tutti i modi gli interessi di un singolo (il signor Cerroni) andando contro la volontà di intere popolazioni.

Dopo la scandalosa concessione al signor Cerroni dell’autorizzazione AIA per l’inceneritore di Albano (rilasciata in data 13 agosto 2009), sta scoppiando un altro vergognoso scandalo: il 18 agosto 2009 la Regione Lazio ha concesso l'AIA per l’inceneritore di Malagrotta (sempre di proprietà del signor Cerroni)!!!

La cosa, se confermata, sarebbe gravissima. Forse proprio per questo motivo, la notizia non è stata ancora comunicata ufficialmente e il documento non è ancora disponibile.

Le notizie incredibili (da fine del regime) non finiscono qui.

L'8 giugno 2009 l’Assessore Regionale Mario Di Carlo, già delegato regionale ai rifiuti di Marrazzo, ha citato per danni Milena Gabbanelli, per la trasmissione di Report che aveva evidenziato i suoi rapporti (anche privati) con il signor Cerroni (il padrone della discarica e dell'inceneritore di Malagrotta e di Albano).

E’ una questione di stile che ormai contraddistingue tutta l’amministrazione Marrazzo.

Il 16 luglio 2009, prima durante e dopo l’incontro tra il Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e i cittadini riuniti nel Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, l’Assessore Di Carlo e altri due autorevoli esponenti istituzionali presenti al tavolo hanno minacciato di querela i cittadini del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano.

In questo modo Marrazzo intende il confronto con i cittadini?

mercoledì 23 settembre 2009

Inceneritore di Albano, ancora una presa in giro

"E' già costato molto autorizzare Albano e vorrei completare quel lavoro".

Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo al termine del summit che si è svolto sulla questione dei rifiuti a Palazzo Chigi insieme al sindaco di Roma Gianni Alemanno, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al capo della Protezione civile Guido Bertolaso e all'Amministratore Delegato di Ama.

Le parole di Marrazzo suonano sempre come pietre.

“L’inceneritore me l’hanno chiesto i Sindaci” tuonava Marrazzo nella riunione del 23 giugno 2009 davanti ai cittadini riuniti nel Coordinamento contro l’inceneritore di Albano.

Si, l’inceneritore l’hanno chiesto i Sindaci, i nostri Sindaci: Marco Mattei (Sindaco di Albano), Enzo Ercolani (Sindaco di Genzano), Carlo Eufemi (Sindaco di Ardea), Maurizio Colacchi (Sindaco di Castel Gandolfo), Emilio Cianfanelli (Sindaco di Ariccia), Alessando Biaggi (ex Sindaco di Nemi), Adriano Palozzi (Sindaco di Marino), Pasquale Boccia (Sindaco di Rocca di Papa), Umberto Leoni (Sindaco di Lanuvio).

Dagli incontri in Regione è emerso in modo chiaro che per l’inceneritore di Albano le carte non sono in regola.

Ma le autorizzazioni per l’inceneritore di Albano continuano ad essere date: nonostante gli impegni presi da Marrazzo (“ad agosto non ci saranno sorprese”), un’altra autorizzazione, quella di Impatto Ambientale (AIA), è stata concessa nella “storica” giornata del 13 agosto 2009.

Per l’inceneritore Marrazzo e i Sindaci hanno sempre lavorato di nascosto, a partire dalla lettera dei Sindaci a Marrazzo per chiedere un mostro sul territorio dei Castelli Romani.

E’ stata tradita la volontà dei cittadini dei Castelli Romani, fortemente contrari a questo mostro.
Sono state ignorate le risoluzioni contro l’inceneritore espresse all’unanimità da interi Consigli Comunali (Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Lanuvio, Pomezia, Ardea).

L’inceneritore di Albano viene ostinatamente portato avanti da Marrazzo, come diceva Totò, “a prescindere”.

“A prescindere da quanto prevede la legge nazionale in tema di gara d’appalto” (l’inceneritore di Albano, come quello di Malagrotta, viene affidato da Marrazzo al signor Cerroni, un vecchietto di 84 anni, con una “misteriosa”, quanto “oscura”, trattativa privata).

“A prescindere da quanto prevede la legge regionale” (la Legge Regionale impone che le discariche debbano stare a 1.000 metri dalle abitazioni. A Roncigliano le case sono a soli 200 metri dalla discarica. Il 22 dicembre 2008 la Giunta Regionale ha votato all’unanimità una proposta di riduzione a 200 metri delle distanze delle abitazioni dalle discariche. Una legge “ad personam” per il signor Cerroni e la sua discarica di Roncigliano, che dista solo 200 metri dalle abitazioni).

“A prescindere dall’autorevole parere contrario espresso dalla ASL RMH di Albano” (seriamente preoccupata della situazione ambientale del territorio, in particolare del pericoloso abbassamento del livello delle falde acquifere. Marrazzo ha arbitrariamente cancellato il parere della ASL di Albano sostituendolo con quello del Dott. Perucci di cui abbiamo ampiamente parlato nell’articolo “Inceneritore, tumori sottostimati di 1000 volte” sul Caffè del 16 luglio 2009).

“A prescindere della volontà dai partiti della sua stessa maggioranza” (Rifondazione Comunista ha abbandonato Marrazzo per colpa della sua ostinazione per l’inceneritore di Albano. I Comunisti Italiani avevano già lasciato Marrazzo. Oggi l’Italia dei Valori chiama Marrazzo nell’aula del Consiglio Regionale per urgenti spiegazioni sull’inceneritore di Albano).

Ma l’inceneritore di Albano non può essere costruito “a prescindere” dalla volontà dei cittadini, che non vogliono diventare le cavie di Perucci, di Cerroni, di Marrazzo e dei loro Sindaci.

giovedì 17 settembre 2009

Interrogazione sulla AIA per il gassificatore di Albano

Bucci e Colagrossi chiamano in causa Marrazzo

dal giornale "Cinque giorni" del 17 settembre 2009

Il gassificatore di Albano torna agli onori della cronaca.

Dopo il rilascio dell'Autorizzazione di Impatto Ambientale lo scorso agosto da parte della Regione Lazio, sulla questione è stata presentata una interrogazione alla Pisana da parte dei consiglieri regionali dell'Italia dei Valori.

"In seguito ad alcune segnalazioni - si legge in una nota congiunta firmata da Giovanni Colagrossi, capogruppo dell'Italia dei Valori alla Regione Lazio, e Claudio Bucci, Consigliere IDV e Presidente della Commissione Ambiente - abbiamo subito presentato un'interrogazione urgente a risposta immediata in Aula in merito al presunto rilascio dell'AIA per la costruzione del gassificatore di Albano da parte del CO.E.MA.".

"Riteniamo occorra far chiarezza sulla veridicità di quanto ci è stato segnalato in merito al rilascio dell'AIA" hanno detto Colagrossi e Bucci. "In questo caso desterebbe qualche sospetto il fatto che il provvedimento sia stato adottato, da quanto ci è stato segnalato, il 13 di agosto, momento in cui l'attenzione dei cittadini sulle questioni amministrative e politiche è fisiologicamente più bassa rispetto ad altri periodi dell'anno".

"Questo rilascio, sembrerebbe essere il frutto di una scelta unilaterale, che non avrebbe coinvolto, come invece era doveroso fare, i cittadini contrari alla costruzione del gassificatore" - hannpo osservato i consiglieri IDV, che hanno avanzato il dubbio che si sia trattato di "una decisione importante che sembra essere stata fatta di nascosto".

"Per questo - hanno chiesto che - "il Presidente Marrazzo riferisca in aula sull'intera vicenda che, da quanto apprendiamo, avrebbe dei connotati di grande gravità".

martedì 15 settembre 2009

L’assessore Zaratti: «L’inceneritore di Albano è inutile»

Il comitato No Inc trova “alleati”
Il Pdl: «E’ assurdo che un membro della giunta bocci il suo presidente»

Dal Messaggero del 15/9/2009
di ENRICO VALENTINI

Non si ferma la protesta contro la realizzazione dell’inceneritore dei rifiuti alla discarica di Albano da parte del coordinamento “No Inc” che raggruppa una quarantina di comitati e centinaia di cittadini dei Castelli. L’ultima mobilitazione si è avuta all’Ecofest di Frascati, dove è intervenuto anche l’assessore regionale all’ambiente Filiberto Zaratti: si riparte da una raccolta di firme per presentare una legge popolare regionale sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti avviata a Pavona che, in poche ore, ha visto oltre 250 adesioni.

A sorpresa, gli attivisti del coordinamento presenti a Frascati hanno incassato l’appoggio dell’assessore Zaratti.

«L’impianto di incenerimento dei rifiuti di Albano non serve - ha dichiarato l’assessore - visto che i tre realizzati tra Roma, San Vittore e Colleferro sono sufficienti a smaltire i rifiuti del Lazio. Con quello di Albano rischiamo di dover lavorare anche i rifiuti di altre regioni».

Le dichiarazioni di Zaratti hanno attirato, però, molte critiche soprattutto tra l’opposizione del centrodestra regionale «E’ paradossale che l’assessore Zaratti - dichiara il consigliere regionale di opposizione Donato Robilotta - sia contario ad un’opera voluta dal presidente della giunta regionale. L’inceneritore di Albano rappresenta un punto fermo per il processo regionale di smaltimento dei rifiuti».

Intanto la raccolta di firme per presentare la legge di iniziativa popolare che vuole sostituire la raccolta differenziata alle forme di smaltimento più impattanti, continuerà nelle prossime settimane nell’ambito di altre manifestazioni di protesta promosse dai “No Inc”.

sabato 12 settembre 2009

È protesta sul termovalorizzatore

I CITTADINI DI ALBANO RIFIUTANO LA COSTRUZIONE DELL'IMPIANTO IN LOCALITÀ RONCIGLIANO
Da "Il Tempo" di Michela Galuppo

Non si placano le proteste dei cittadini di Albano e dei comuni limitrofi contro la realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione nel sito di Roncigliano.

Come confermato dal vicegovernatore del Lazio, Esterino Montino «il problema è complesso ed è ancora aperto un tavolo tecnico tra il presidente Marrazzo e le popolazioni dei Castelli Romani per le valutazioni tecniche e ambientali del caso».

Sta di fatto che la firma per dare avvio all'inceneritore esiste ed è datata 13 agosto.

Il coordinamento contro l'inceneritore di Albano Laziale continua a gridare il suo secco «no».

Da parte sua Montino, in visita due giorni fa al termovalorizzatore di S. Vittore, assicura che «la Regione vuole essere certa che quell'impianto non peggiori ma migliori le condizioni di vita dei residenti».

Un impianto che, secondo il vicegovernatore del Lazio, è fondamentale, insieme a quello di Malagrotta.

Su Albano storce il naso l'assessore all'ambiente Filiberto Zaratti che tiene la sua posizione: «Secondo me l'impianto di Albano non serve. Non solo è situato in un posto sbagliato dal punto di vista ambientale».

giovedì 10 settembre 2009

Ora è vera emergenza ambientale: Inceneritore sempre più vicino.

Ora è vera emergenza ambientale, il territorio è assediato da impianti nocivi, tra acqua e aria avvelenate. Complici i sindaci e i politici provinciali e regionali.

Giusto prima di Ferragosto - tutti in ferie e rassicurati dalla promessa di Marrazzo che non ci sarebbero state sorprese - è arrivata la nuova autorizzazione dellaRegione per il mega-inceneritore dei Castelli ad Albano.

Nello stesso periodo, la Sorgenia invia al Comune di Aprilia il progetto della vicina centrale elettrica turbogas sulla Nettunense e avvia i lavori. Previsto un camino alto 55 metri. Il vento spargerà le emissioni tutt’intorno.

La rapina ambientale in corso si aggrava con l’amianto in fiamme nella discarica a Valle Caia (Pomezia).

La crisi idrica (acqua poca e avvelenata) non ferma il clan politico-affaristico, che sembra aspettare levacanze per rifilarci i suoi colpi di mano.

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