domenica 2 febbraio 2014

I pranzi e le cene del signor Cerroni con i politici

Il pm ha depositato una ulteriore memoria sull’ascesa del «Supremo»
Le relazioni con i politici
I rapporti politici, scrivevano i Carabinieri del Noe, sono stati la base su cui Cerroni ha costruito il suo impero: «Era chiaro che tale capacità di contatto, sviluppata da Cerroni, si era estrinsecata attraverso svariati rapporti interpersonali correnti tra l’interessato ed esponenti sia della pubblica amministrazione sia del comparto politico».
I rapporti con deputati, senatori e consiglieri regionali, ma anche provinciali e regionali
Questa volta, i rapporti con deputati, senatori e consigliere regionali, ma anche provinciali e comunali entrano nella memoria di 500 pagine che il pm Albero Galanti ha depositato al Riesame.
Come blog sono anni che scriviamo dei pranzi del signor Cerroni con diversi rappresentanti del Comune di Albano Laziale!!!!
E’ bene ricordare alle future generazioni e ai magistrati l’elenco dei Sindaci dei Castelli Romani che hanno firmato il documento di richiesta dell’inceneritore di Albano: Marco Mattei (Albano), Carlo Eufemi (Ardea), Emilio Cianfanelli (Ariccia), Maurizio Colacchi (Castel Gandolfo), Enzo Ercolani (Genzano), Umberto Leoni (Lanuvio), Adriano Palozzi (Marino), Alessandro Biaggi (Nemi), Pasquale Boccia (Rocca di Papa).

I rapporti con la politica ampiamente emersi nelle informative dei carabinieri del Noe entrano tutti in un atto della magistratura, rafforzando l’ipotesi che la politica abbia avuto un ruolo fondamentale nell’ascesa di Cerroni. D’altronde, l’inchiesta sul «sistema» è tutt’altro che conclusa. I vasti approfondimenti, col coordinamento del procuratore capo Giuseppe Pignatone, presto potrebbe riservare nuove sorprese. A partire dal coinvolgimento di altri politici. Perché la tela d’interessi costruita in 55 anni dal «Supremo» sarebbe risultata essere radicata e «incancrenita» nella pubblica amministrazione. Lo scenario che emerge dalle indagini di magistrati e carabinieri appare sempre più nitido, così come le responsabilità giudiziarie ma anche politiche degli amministratori pubblici.
Per ricostruire la tela di interessi costruita in 55 anni dal “Supremo” suggeriamo ai PM di aprire negli uffici del signor Cerroni l’armadietto con le migliaia di telegrammi inviati ai politici e ai rappresentanti delle istituzioni.

La politica regionale al servizio del signor Cerroni
La politica regionale del Lazio si occupava nel dettaglio di come accontentare le richieste di Manlio Cerroni. Il gip che venti giorni fa ha messo ai domiciliari il ras delle discariche italiane l’aveva detto con chiarezza. E due giorni fa, l’ha sottolineato di nuovo anche il pm titolare del fascicolo Alberto Galanti. Nelle 500 pagine di memoria presentate due giorni fa nel corso dell’udienza del Riesame chiamata a discutere della richiesta di scarcerazione di Luca Fegatelli e Raniero De Filippis, il pm ha puntato tutto sui rapporti tra Cerroni e la politica. Specie negli anni della giunta guidata da Piero Marrazzo, i contatti erano strettissimi. In particolare con l’allora vicepresidente della Regione, Esterino Montino (che non risulta indagato). Centrale, scrive il magistrato, una intercettazione in cui Montino sembra occuparsi direttamente dei dettagli necessari a realizzare un nuovo termovalorizzatore ad Albano laziale. Perché il gruppo Colari ottenga i finanziamenti Cip6 a cui punta, bisogna inserire il progetto nel piano dell’impiantistica regionale.

La telefonata di Montino
Il Partito democratico sembra sul punto di dividersi, anche perché l’assessore all’ambiente Zaratti inizialmente è contrario (poi deciderà di astenersi, secondo i carabinieri del Noe sulla base di un accordo) e Mario Di Carlo, legatissimo a Cerroni, vuole accontentare anche questa richiesta. E’ a questo punto che entra in campo Montino. Che cerca di trovare la quadra con Arcangelo Spagnoli, (deceduto), all’epoca responsabile del procedimenti nella struttura commissariale che doveva risolvere l’emergenza.
Vale la pena di ricordare che Spagnoli era il responsabile rifiuti con Marazzo. La GDF ha riscontrato da indagini patrimoniali che il signor Spagnoli ha speso in 5 anni la modica cifra di 3 milioni di euro. Qualcuno gli ha forse comprato, a sua insaputa, fondi assicurati all’estero?
Montino: «Adesso noi traccheggiamo un pò qualche giorno»; Spagnoli: «Si»; Montino: «E poi prima di incominciare ti dico io quando, va bene?»; Spagnoli: «Ma tu me l'hai detto eh, io infatti me sto tranquillo io soltanto ti devo riferire alcune cose, se mi dai cinque minuti sulle discariche»; Montino: «Ho abbassato per problemi di ordine politico da 200 tonnellate sull'impianto di Albano a 160 e quindi ottanta ottanta». Come il pm aveva scritto anche nella richiesta di custodia cautelare, il punto è che l’abbassamento della potenza dell’impianto di Albano «quest’abbassamento, come si arguisce dalle conversazioni dianzi citate, era stato oggetto di “negoziazione politica” con alcune forze politiche avverse al gassificatore, in cambio di un appoggio, o almeno di una astensione, per la votazione favorevole dell’atto». E infatti la conversazione prosegue. Montino: «Ecco tieni conto che nel piano definitivo che bisogna tirar fuori, sono solo sette... invece di essere settecentodieci sono settecento»; Spagnoli: «E che problema c'è»; Montino: «Non ci sono problemi»; Spagnoli: «Tra tre quattro anni noi ri...»; Montino: «E appunto!»; Spagnoli: «La ritocchiamo con un clima diverso eh».

2 commenti:

Elena Taglieri ha detto...

Grazie al coraggio dei Comitati e grazie al lavoro della Magistratura finalmente i nodi sono venuti al pettine: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi...!

Elena Taglieri ha detto...

Grazie al coraggio dei Comitati ed al lavoro certosino di forze dell'ordine e Magistratura 'tutti i nodi sono arrivati al pettine'!E' proprio vero quello che recita un vecchio adagio: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi...