venerdì 29 febbraio 2008

Inceneritore: proteste e tensione

Articolo de "Il Messaggero" (28 febbraio 2008)
di ENRICO VALENTINI

Tanti cittadini alla manifestazione di Pavona.
Un segnale preoccupante: i cassonetti bruciati.
Albano, la mobilitazione si è estesa da Marino e Santa Palomba.

Conta sempre più adesioni il fronte della protesta contro il progetto di costruzione di un termovalorizzatore nella discarica di via Roncigliano, all’estrema periferia di Albano.
L’altro ieri, il terzo appuntamento del tour di mobilitazione indetto dal “Coordinamento contro l’inceneritore” ha registrato a Pavona una grande partecipazione di cittadini provenienti da tutto il circondario, esteso ormai da Marino a Santa Palomba.
Di pari passo, sale la tensione di quello che in pochi mesi è diventato il popolo dei No Inc, confluito nel coordinamento di una trentina tra associazioni ambientaliste, movimenti e comitati dei Castelli Romani.
Dopo le prime rumorose proteste, l’altro ieri a fare la voce grossa sono stati soprattutto i residenti, gli agricoltori e i piccoli imprenditori che temono fortemente le ricadute negative in
termini di qualità della vita e per il proseguo di molte attività economiche.
Si fa largo la proposta di indire un referendum che faccia esprimere i cittadini interessati dal progetto, per il quale presto si avvierà una raccolta di firme a supporto della richiesta.
Contestati aspramente, il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e il sindaco di Albano Marco Mattei, individuati come i principali responsabili della confusione che ruota intorno ad un progetto dato da molti per scontato ma conosciuto nei contenuti solo da pochissime persone.
Delusione anche per la mancata partecipazione all’assemblea degli amministratori locali dei Castelli, invito raccolto solo dal vice sindaco di Ciampino Enzo Lavagnini.
«Marrazzo e Mattei - dice Danilo Ballanti, presidente di un comitato di Pavona - non possono decidere da soli del futuro di decine di migliaia di persone. Il mistero che aleggia intorno al progetto e la mancanza di risposte inquieta e preoccupa un numero sempre maggiore di cittadini».
Una protesta dagli sviluppi imprevedibili che esclude - tengono a precisare dal coordinamento - ripercussioni per l’ordine pubblico, nonostante alcuni segnali preoccupanti degli ultimi giorni come i cassonetti bruciati alla periferia di Albano e le automobili in sosta che ostacolano sempre più spesso il passaggio dei camion dei rifiuti su via Roncigliano.
Alla Pisana invece continua il botta e risposta tra gli esponenti politici regionali favorevoli e contrari al termovalorizzatore.
«Il mistero di Albano - annuncia sicuro il consigliere regionale Donato Robilotta - è stato svelato. Marrazzo ha autorizzato a fine dicembre la costruzione dell’impianto ed ha avviato la valutazione di impatto ambientale».
Smentisce categoricamente, invece, l’assessore regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti che ribadisce solo l’avvio della procedura di valutazione ancora in corso d’istruttoria.
«Per quanto mi riguarda - sottolinea Zaratti - allo stato attuale è certa soltanto la votazione del consiglio regionale che ha bocciato l’ipotesi di costruire il termovalorizzatore ad Albano».

mercoledì 20 febbraio 2008

Assemblea a Pavona

NO ALL’INCENERITORE
Vogliono bruciare il nostro futuro

Un ecomostro in grado di trattare 227mila tonnellate di rifiuti all’anno, che emette nell’aria nanoparticelle, diossine, ossido di carbonio e di azoto, anitride solforosa. Le diossine degradano dopo decenni, si accumuleranno nel territorio circostante, sull’erba, sulle olive, sulle viti delle zone a D.O.C. Colli Albani e arriveranno a noi.
Pavona è la città più vicina all’inceneritore.
Perché i signori della discarica (Cerroni-AMA-ACEA) hanno acquistato decine di ettari di terreno a Roncigliano?
Non vogliamo diventare la discarica dei rifiuti del Lazio e della Campania.
Qual è il futuro che Marrazzo e Mattei stanno preparando per Roncigliano, per Pavona, per Albano, per i Castelli Romani?
La soluzione è rappresentata dalla raccolta differenziata.
Vogliamo lanciare da subito il compostaggio domestico.
NO alla discarica! NO all’inceneritore!

ASSEMBLEA PUBBLICA
MERCOLEDÌ 27 FEBBRAIO
ALLE ORE 20,30
Tendone dell’oratorio Arcobaleno
in Via Pescara a PAVONA

Partecipano con le presentazioni tecniche il WWF e Greenpeace.
Organizzano:
Coordinamento contro l’inceneritore di Albano (www.noinceneritorealbano.it)
Comitato “Sotto terra il treno, non i cittadini”
Comitato di quartiere “PavonaUNO” (www.pavonauno.it)
Pro Loco Pavona di Castel Gandolfo
Comitato “Salute e ambiente” di Via Massimetta

domenica 3 febbraio 2008

La città protesta contro l’inceneritore



A palazzo Savelli di Albano
Emanuele Romaggioli

L’inceneritore condannerà a morte i Castelli Romani”. Parole dure quelle proferite dal popolo anti-inceneritore, riunito ieri ad Albano. I cittadini hanno invaso Palazzo Savelli con argomenti affilati come rasoi. Tantissima la carne al fuoco, a cominciare dal fabbisogno idrico del paventato ecomostro, destinato a sovraccaricare, come se non bastasse, la falda idrica “colabrodo” dei Castelli.
“Il progetto prevede un megaimpianto di 52 megawatt – spiega Andrea Mollica, tra i fondatori del coordinamento anti-inceneritore di Albano – su un’area di 27mila e 500 metri quadrati. Un eco-mostro che andrà ad emungere 42 metri cubi di acqua al giorno per sei giorni, in regime ordinario. Con la crisi idrica che vive il bacino dei Castelli sarà praticamente la fine. L’impianto, inoltre, sarà destinato a bruciare immondizia del centro sud, dato che si presta a bruciare 227mila tonnellate di Cdr l’anno quando nel bacino dei Castelli se ne producono 80mila”.
Di alto tasso tecnico l’intervento del Wwf. “A Colli Aniene la raccolta differenziata porta a porta – spiega Fabio Papa, responsabile Wwf castelli – ha condotto a una percentuale di differenziata del 63%”.
I comitati di Pavona lanciano l’iniziativa del compostaggio domestico. “Sarà un’operazione in sinergia con le associazioni ambientaliste – spiega Danilo Ballanti – se gli amministratori non sono capaci di avviare tali politiche dobbiamo per forza fare le cose da soli”.
03/02/2008

sabato 2 febbraio 2008

Fischi per l’inceneritore

Dal giornale "Castelli Oggi"

Albano – Gremita ieri la sala consigliare di Palazzo Savelli. Nessuno vuole l’ecomostro
Un coro di «no» da parte dei comitati e degli ambientalisti

di Emanuele Romaggioli

Quattrocento milioni di ragioni per dire no all’inceneritore di Albano. Una cosa per ogni euro del suo costo. Lo hanno gridato ad alta voce i cittadini riuniti a Palazzo Savelli, invaso ieri dal popolo anti-inceneritore.
“Il progetto prevede un megaimpianto di 52 megawatt – spiega Andrea Mollica, tra i fondatori del coordinamento anti-inceneritore – con 3 linee su un’area di 27mila e 500 metri quadrati. Un eco-mostro che andrà ad emungere 42 metri cubi di acqua al giorno per sei giorni, in regime ordinario. Con la crisi idrica che vive il bacino dei Castelli sarà praticamente la condanna a morte. L’impianto, inoltre, sarà destinato a bruciare immondizia del centro sud, dato che si presta a bruciare 227mila tonnellate di Cdr l’anno quando nel bacino dei Castelli se ne producono 80mila tonnellate. E in previsione di un innalzamento della raccolta differenziata la cosa lascia molto, molto da pensare”.
Di alto tasso tecnico l’intervento del Wwf. “E’ la stessa Comunità europea a precisare che la valorizzazione dei materiali va preferita alle operazioni di valorizzazione energetica – spiega Fabio Papa del Wwf – l’inceneritore non è un impianto in liena con la sostenibilità ambientale, perché non elimina la dipendenza dalle discariche, crea meno posti di lavoro rispetto alla raccolta differenziata porta a porta, e attraverso il riciclaggio si risparmia più energia di quanta se ne produca con l’incenenrimento. A Colli Aniene il “porta a porta” ha condotto a una percentuale di differenziata del 63%. E’ l’unica via possibile, con una annessa campagna di sensibilizzazione”.
Dettagliato e preciso anche l’intervento di Gino Del Ferraro di Greenpeace: “Le persone favorevoli agli inceneritori si dividono in due tipi: che parla senza sapere la materia e chi ricava lucro da una tecnologia che produce morte. Secondo le stime l’inceneritore di Albano Laziale costerà 400 milioni di euro finanziati attraverso la bolletta dell’ENEL.”
Il comitato di Pavona “Sottoterra il treno, non i cittadini” lancia un’importante iniziativa.
“Come comitati – spiega Danilo Ballanti – lanceremo un’iniziativa pubblica a Pavona per avviare il compostaggio domestico, come viene fatto in alcune zone di Roma. Sarà un’operazione in sinergia con le associazioni ambientaliste. Se gli amministratori non sono capaci di avviare tali politiche sul territorio dobbiamo per forza di cose sostituirci a loro”.

All’assemblea, moderata da Claudio Fiorani del coordinamento anti-inceneritore, è intervenuto anche l’assessore regionale all’ambiente Filiberto Zaratti e il consigliere regioanle dei Verdi Fontana.

03/02/2008

martedì 29 gennaio 2008

Una boccata d'ossigeno da 400 milioni di euro

MATTEI, MARRAZZO E GASBARRA
UNITI IN UN DISEGNO SCELLERATO CONTRO PAVONA?

Per mesi i cittadini e i comitati si sono battuti
contro lo scempio dei sottopassi stradali e
per affermare un serio ed importante progetto
di riqualificazione e di valorizzazione di Pavona
attraverso l’interramento della linea ferroviaria.

Per mesi ci siamo impegnati per reperire i fondi necessari
per l’interramento della linea ferroviaria,
con riunioni in Regione, incontri alla Provincia,
contatti con rappresentanti del Governo e con parlamentari,
e tutti ci hanno detto che il problema era reperire i finanziamenti
(solo 20 milioni di euro).

Le istituzioni (Mattei, Marrazzo, Gasbarra)
non hanno risposto alla richiesta di un Paese intero
che chiede un progetto nuovo per Pavona.

Le stesse istituzioni (Mattei, Marrazzo, Gasbarra)
ci vogliono adesso convincere che il nostro territorio
ha bisogno di un inceneritore a Roncigliano,
a pochi passi dalla città di Pavona.

A cosa serve un inceneritore?

A bruciare i nostri rifiuti?

No, senza raccolta differenziata un inceneritore non serve a nulla.
I giornali riportano che “il combustibile per inceneritori prodotto
dalla discarica di Cecchina è di qualità talmente bassa
da essere rifiutato dagli inceneritori di Colleferro
(i quali bruciano rifiuti dal Piemonte e dalla Toscana)”.

Il comune di Albano Laziale
è uno dei comuni più arretrati d’Italia
nella raccolta differenziata dei rifiuti.

Per agevolare i “signori” delle discariche
il Comune di Albano Laziale nulla ha fatto
per la raccolta differenziata dei rifiuti.

Ma allora a cosa serve un inceneritore?

Ad ottenere i fondi del CIP 6 (valutabili intorno a 400 milioni di euro in otto anni).

400 milioni di euro saranno pure una bella boccata d’ossigeno per Mattei, Marrazzo e Gasbarra,
ma quale sarà la qualità dell’aria che respireremo noi?

Pavona si ribella all’idea di diventare la discarica della Regione Lazio
e rilancia il progetto di interramento della linea ferroviaria
per riqualificare e valorizzare per davvero la città e il territorio.

domenica 6 gennaio 2008

Sottopasso, battaglia col Comune

Il Messaggero

Pavona

I comitati dei cittadini di Pavona contrari ai sottopassi stradali, tornano a polemizzare duramente con il Comune di Albano a seguito della decisione di indire la gara di appalto per l’esecuzione dei lavori. «Il sindaco e il consiglio comunale - denunciano i rappresentanti dei due comitati Pavona Uno e Sotto terra il treno, non i cittadini - calpestano la volontà dei residenti e rischiano di affossare definitivamente il progetto di interramento della linea ferroviaria».
Forti di migliaia di adesioni ottenute dai residenti, i comitati dopo aver bloccato l’iniziale progetto per un più utile interramento della linea Roma-Velletri con la realizzazione del sottopassaggio ferroviario, avevano ottenuto il sostegno anche da molti rappresentanti istituzionali della Regione, della Provincia e dai Comuni interessati dall’opera.
La decisione del consiglio comunale di Albano - motivata dal sindaco Marco Mattei con la necessità di evitare la perdita degli oltre nove milioni di euro finanziati dai fondi Tav - riaccende così una protesta che i comitati preannunciano più “calda” e rumorosa delle precedenti.

E.Val.

venerdì 28 dicembre 2007

Pavona, dietrofront del Comune sull'ipotesi binari in trincea



Sottopasso, sì del Consiglio
Emanuele Romaggioli


Si riaccende il dibattito sul sottopasso di Pavona. Dopo un anno di fermo il Consiglio di Albano ha votato «la ripresa delle procedure per la realizzazione dell'opera». Uno step amministrativo ritenuto «necessario per non perdere i 9 milioni di euro ottenuti attraverso la Tav - spiega il sindaco Mattei - dato che in 18 mesi Regione, Provincia, Governo e Ferrovie non sono riuscite a stanziare un solo euro a favore dell'interramento dei binari, anzi hanno tolto da Pavona i 5 milioni precedentemente stanziati per i sottopassi di via del Mare e Cancelliera».

Sempre più remota, dunque, l'ipotesi-interramento, strenuamente difesa dai comitati di Pavona. A meno che nelle casse comunali non arrivino 30 milioni entro la data di appalto dei lavori del sottopasso. In questa ipotesi il Consiglio farà un nuovo dietrofront, annullando le procedure per il sottopasso a favore dell'interramento dei binari.
Una soluzione che sembrava vicinissima nel 2006, quando il Comune aveva stornato 9 milioni per il «passaggio in trincea della ferrovia». Per 18 mesi si sono attesi i restanti 21 milioni necessari, mai arrivati. «La maggioranza di centrodestra ha votato a favore di questa scelta scellerata - si legge nel volantino dei comitati, guidati da Danilo Ballanti - La minoranza si è astenuta. La decisione è stata presa solo dai consiglieri di Albano e di Cecchina. Per l'ennesima volta il Consiglio di Pavona non è stato consultato. Si rischia di affossare per sempre il progetto di interramento della linea, l'unico in grado di riqualificare la città».

28/12/2007

domenica 23 dicembre 2007

INCREDIBILE DIETROFRONT DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO COMUNALE DI ALBANO LAZIALE

Il 18 dicembre 2007 il Sindaco e il Consiglio Comunale di Albano Laziale hanno deciso di riappaltare i lavori del sottopasso stradale di Via Pian Savelli.

Il Sindaco Mattei e la sua maggioranza di centrodestra hanno votato a favore di questa scelta scellerata, mentre la minoranza di centrosinistra non ha fatto alcuna opposizione, ma si è inspiegabilmente astenuta.

La decisione, che offende Pavona, è stata presa solo dai consiglieri di Albano e di Cecchina (i pochi consiglieri comunali di Pavona erano tutti assenti!!!).

Per l’ennesima volta il Consiglio Circoscrizionale di Pavona non è stato consultato.

Con questa decisione il Sindaco e il Consiglio Comunale di Albano Laziale calpestatano la volontà dei cittadini di Pavona, mortificano le aspettative dei cittadini di Pavona e rischiano di affossare per sempre il progetto di interramento della linea ferroviaria, l’unico progetto di riqualificazione e di sviluppo della città, preferendo la politica degli scempi e della deturpazione del territorio.

Nonostante questo atto vergognoso, i comitati continuano la loro battaglia per l’interramento della linea ferroviaria e chiedono alla Regione Lazio e alla Provincia di Roma un intervento immediato per ribaltare questa scelta scellerata del Comune di Albano Laziale.

Una domanda però sorge spontanea:
qualcuno rappresenta Pavona nelle Istituzioni?

lunedì 26 novembre 2007

Inquinamento a Pavona

INTERRAMENTO DEL TRENO Buone notizie

martedì 6 novembre 2007

L'aria insalubre di Pavona

giovedì 4 ottobre 2007

Istituzioni impotenti e lontane dai problemi deoi cittadini

Il 29 Novembre 2006 i comitati di Pavona hanno indetto un’assemblea pubblica per discutere dell’inquinamento atmosferico. Le rilevazioni effettuate dalla Provincia di Roma nell’ambito del progetto PIENA dal 9 settembre 2005 al 30 ottobre 2005
avevano già confermato che a Pavona il livello di inquinamento atmosferico era arrivato a livelli allarmanti. In particolare, nell’ultima settimana del mese di ottobre 2005 le polveri sottili (PM10) hanno superato in 2 giorni il limite consentito. Proiettando questo dato sul periodo autunno/inverno e il dato della prima settimana di rilevazione di settembre sul periodo primavera/estate si arriva ad un numero impressionante (71 il valore stimato) di superamenti giornalieri della soglia consentita dalla legge (il valore limite medio giornaliero per le polveri sottili può essere superato al massimo per 35 giorni l’anno). Dopo l’assemblea con i comitati, i Sindaci di Albano Laziale e di Castelgandolfo si sono riuniti in data 22-12-2006 con l’Assessore provinciale Pietro Ambrosi ma, presi dai dubbi sugli effettivi livelli di inquinamento, non hanno avuto il coraggio di prendere alcuna iniziativa e, senza motivo, hanno chiesto nuovamente il monitoraggio ell’inquinamento atmosferico. La Provincia di Roma, dopo mesi difficili (il Vicepresidente era in Africa, le centraline erano in manutenzione, ecc.), si è finalmente attivata e il dirigente dell’Ufficio Monitoraggi ha finalmente messo nerosu bianco, inviando in data 26-07-2007 una lettera ufficiale al Sindaco di Albano Laziale, al Vicepresidente della Provincia di Roma Giuseppa Rozzo e all’Assessore alla viabilità della Provincia di Roma Pietro Ambrosi. “Se lo scenario è rimasto immutato dal 2005 ad oggi e se non sono stati eseguiti degliinterventi per modificare la viabilità si prefigura una situazione di inquinamento atmosferico analoga a quella già valutata”.Tradotto: se nulla è stato fatto, il livello dell’inquinamento ambientale è rimasto invariato (ndr:oppure è aumentato). “Tali valutazioni sono supportate dalla classificazione atmosferica elaborata dalla Regione Lazio (delibera della G.R. 767/03) che inserisce il Comune di Albano Laziale nella classe di comuni per i quali è obbligatoria la predisposizione di piani di azione finalizzati al risanamento della qualità dell’aria”. Ad oggi nessuna azione è stata intrapresa, altro che piano!!! “Aspetto acustico: ….è stato analizzato il tratto di Via del Mare in prossimità dell’intersezione con la linea Roma-Velletri Dallo studio svolto risulta un indice di criticità, per l’area in esame, molto elevato…continuano a verificarsi superamenti del limiti acustici di Legge con un indice di criticità comunque elevato”. I cittadini di Pavona che abitano sulla Via del Mare sono costretti a convivere da anni con l’inquinamento acustico, visto che non riescono a sentire la televisione o a dormire tranquillamente la notte. Oltre agli infissi fonoisolanti per la scuola, il dirigente della Provincia propone l’asfalto silente sulla Via del Mare. Per i cittadini di Pavona sarebbe già un miracolo vedere la Via del Mare,una strada provinciale, non dissestata e senza buche!!!

Illustrissimi signori Sindaci

Al Sindaco di Albano Laziale
Al Sindaco di Castel Gandolfo

Dopo la lettera del dirigente dell’Ufficio Monitoraggi del Servizio “Tutela Aria ed Energia” della Provincia di Roma non ci sono più alibi. La qualità dell’aria a Pavona è un disastro. Gia dal 2005 le rilevazioni hanno dimostrato il livello di pericolosità ambientale raggiunto. Dal 29 novembre 2006 un altro anno è stato sprecato. Le proposte dei comitati di Pavona non sono state ascoltate. Le ripetiamo con maggiore forza e determinazione:

• interramento della linea ferroviaria;
• chiusura di Pavona al traffico pesante;
• realizzazione di una rotatoria all’incrocio delle Quattro Strade;
• installazione di un sistema fisso di rilevazione dell’inquinamento.


Un paese intero esige delle risposte serie. Oltre all’inquinamento atmosferico, è stato certificato anche un indice di criticità molto elevato per l’inquinamento acustico. Un paese intero è ndignato nel vedere due Sindaci totalmente assenti su questi temi, incapaci di tutelare la salute pubblica, impotenti nel prendere una qualsiasi iniziativa per l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini di Pavona. E’ per questi motivi che i cittadini, alle prese con gli innumerevoli aumenti delle tasse e delle imposte nazionali e locali, identificano le istituzioni con la “CASTA”.

sabato 29 settembre 2007

I CITTADINI DI PAVONA DIFENDONO IL PROPRIO DIRITTO ALLA SALUTE

I comitati di Pavona denunciano il progetto di installazione di un’antenna per la telefonia mobile al centro di Pavona, nel parcheggio della stazione ferroviaria.
L’installazione di un’antenna per telefonia mobile nel cuore di Pavona, in pieno centro abitato e in prossimità di case e negozi, nelle vicinanze delle scuole (materna, elementare e media), rappresenta un pericolo per la salute dei cittadini di Pavona.
All’elevato livello di inquinamento ambientale, determinato dal traffico veicolare sulla Via del Mare e dalle continue interruzioni del passaggio a livello ferroviario, non può essere aggiunto anche l’inquinamento da elettrosmog.
Il campo elettrico generato da un'antenna di telefonia mobile raggiunge il massimo di ricaduta nel raggio di 100-150 metri, ma arriva anche 500 metri dall'antenna, a seconda della tipologia di antenna.
Si invita il Sindaco di Albano Laziale a difendere la salute dei cittadini di Pavona e a sospendere immediatamente i lavori di installazione dell’antenna.
Colpisce, inoltre, l’ennesimo atto di arroganza delle ferrovie italiane che offendono, di nuovo, Pavona con questa iniziativa di speculazione sulla salute e sulla vita dei cittadini.I comitati chiedono, infine, al Comune di Albano Laziale di predisporre il “Piano di localizzazione comunale” delle antenne con il preciso obiettivo di localizzare e far installare le antenne di telefonia mobile fuori dal centro abitato.

mercoledì 19 settembre 2007

A mondezze è diventata oro!!!

Dopo un periodo di assenza dalla rete torniamo a pubblicare una lettera che è arrivata al Blog.
dalla nostra LUCIA PANACCA .....
Caru comitatu,
sentéte chesta: ‘u giorno dopo Ferragosto è arrivata ‘a
cartella de a mmonnezze.
Apro ‘a lettera e momenti me pia ‘u colpo: 300
euri?
Ma che ‘u sindacu de Arbano me vo cojonà?
Ma che ‘a mmonnezze è
diventata oro?
Ma che anche ‘u sindacu de Arbano mette ‘e mani nelle tasche
dei cittadini?
Dimme ‘mpò, ma chelle dodici pallesecche, sorichemosche o
vesciche de lardo che stanno all’opposiziò, che fanno au conzigliu?
Che
stanno a giocà a ‘e belle statuine?
Comprimenti pe’ ‘a stronzata!!!
Le
gran tasse de chist’anno è ‘na fregna che ‘n z’era mai vista!
Prodi,
Marrazzu e Matteu: è mejo che iate tutti a vanga!
Stanno sempre senza fa ‘n
cazzu da ‘a mmatina a ‘a sera e sanno solo aumentà ‘e tasse!!!
‘U sindicu de
Arbano, soprannuminatu ‘a vorpe, ha ditto: “Co tutti sti sordi de ‘e tasse
dovemo da festeggia!!! Er 22 settembre famo ‘a Notte Bianca ad Arbano”.
Aumentino sì ‘e tasse:
issi vanno cazzareggenno, e ‘u contu gnu paghemo
noi!
Altro che dibattiti su ‘a destra e ‘a sinistra,
qua sfregnino i
sordi e chi paga è: Lucia!!!
Lucia ‘a Panacca
“Grazzie, Lucì!”
Il
comitato
LETTERE A LUCIA
A Luci,
pare che ‘u sindicu de Arbano sta a
stringe ‘u buciu pe’ ‘e prossime elezio!!!
Gesualdo
Caro Gesualdo,
rispetto a ‘u buciu de ‘u sindicu, me rifiuto de icce a fonnu…!!!
Lucia
‘a Panacca