martedì 6 novembre 2012

Le falsità e le pietose bugie di Acea e dei Sindaci: ai Castelli Romani è allarme per il rischio arsenico

Relazione tecnica sull'arsenico nelle acque distribuite da ACEA-ATO2 in zona Castelli Romani

LAVORO predisposto dal coordinamento Contro l’inceneritore di Albano


Acea aveva dichiarato per Albano, Ariccia, Castel Gandolfo e Velletri il rientro nei limiti della normativa (D.L. 31/2001) entro settembre 2011, per Genzano il 30 giugno 2011, per Lanuvio e Lariano il 31 dicembre 2012.

Per il Comune di Ariccia Acea ha dichiarato l’avvenuta messa in funzione dell’impianto di dearsenizzazione al pozzo di Montegentile (Monte Tondo) e l’allaccio della zona Ginestreto, Fontana di Papa, Campoleone di Ariccia all’acquedotto Acea di Mola Cavona. In effetti il 13 maggio 2011 a via della Moletta l’arsenico (As) era sceso da 12 a 2,7 mg/L. L’analisi del 30 ottobre 2012 (piano di rientro Acea fissato al 30 settembre 2011) nel medesimo punto di prelievo documenta che il valore, anche se di poco, è tornato a superare i 10 mg/L.

Nel Comune di Genzano, fino all’11 marzo 2011, tre pozzi fornivano acqua con Arsenico tra 10 e 20 mg/L e con fluoro e vanadio fuori dei limiti della legge 31/2001: via Firenze, La Villa 167, Palaggi. L’8 e il 24 maggio dello stesso anno, in vista della scadenza fissata dal piano (30 giugno), il Comune ha comunicato l’avvenuta potabilizzazione di due di essi, via Firenze e Palaggi e la normalizzazione su tutto il territorio comunale.
Il 21 aprile la fontanella del giardino pubblico di via Toscana era a 14.5 mg/L.
Il 21 luglio 2011 ossia dopo l’asserito rientro su tutto il territorio, la stessa fontanella pubblica era a 19,8 mg/L.
La situazione monitorata il 3-5 agosto 2011 forniva risultati disomogenei, con l’acqua di via Firenze effettivamente rientrata nei limiti e quella di via Toscana ancora al di sopra (12 mg/L).
L’analisi del 30 ottobre 2012 indica ancora valori disomogenei, entro i limiti per via Toscana e via Montecagnolo, ma ancora una volta sopra i limiti per via Ligabue in zona Montecagnoletto (11.4 mg/L).

Cecchina di Albano e parte di Pavona nei comuni di Albano e Castelgandolfo (in precedenza alimentati da pozzi) nel corso del 2011 hanno cominciato a ricevere in parte acqua da una condotta Acea proveniente dalla rete di Roma e si è registrato di conseguenza qualche effettivo abbassamento dei valori di arsenico dopo un periodo lunghissimo di pesanti superamenti sia di questo elemento che del fluoro (rientri dichiarati settembre 2011).

Per quanto riguarda Cecchina di Albano le analisi (30 ottobre 2012) danno valori ancora nei limiti per le zone monitorate; viceversa in zona Pavona l’acqua della fontanella presso il Golf club è tornata a superare i 10 mg/L (11.3 mg/L).

Il Comune di Lanuvio presenta da moltissimo tempo criticità alte per arsenico e fluoro. Recentemente il sindaco ha emesso un’ordinanza di interruzione dei flussi idrici in zone centrali e periferiche a seguito di superamenti elevati (>20 mg/L) accertati dall’ARPA Lazio e ASL-RMH.

Il piano di rientro Acea, in gravissimo ritardo per questo Comune, è fissato al 31 dicembre 2012, ossia tra pochissimo. Non si riesce a capire come potrà ottemperare agli impegni assunti. Nel frattempo la situazione accertata il 30-31 ottobre è la seguente: stazione di Campoleone (13.6 mg/L), stazione di Lanuvio (12.5 mg/L), piazza C. Fontana (12.6 mg/L), via Schiuma di Ferro (11.2 mg/L).

Per comprendere i problemi tuttora evidenti va considerato che nel bacino idrico dei Castelli Romani (sistema chiuso) il problema estate è spesso drammatico perché i fabbisogni della popolazione superano largamente l’apporto degli acquedotti (Simbrivio, Doganella, Algidosia) e in casi crescenti anche l’apporto supplementare dei pozzi diviene insufficiente. Acea nel corso del 2011 ha riattivato pozzi altrimenti chiusi perché pericolosi per la salute. Basta fare l’esempio di Velletri dove nell’estate 2011, a causa della forte carenza idrica sono stati riaperti con ordinanze del sindaco i pozzi Marmi-1 e Marmi-2 (valore medio 14,3-16 mg/L di arsenico) e il 30 giugno il pozzo Le Corti (16,8 mg/L).

In questo Comune, malgrado i massicci interventi dichiarati (dearsenizzatori pozzi S. Pietro, Marmi 1-2 etc.) e un piano fissato al 31 dicembre 2011, sono stati riscontrati nel corso del 2012 ancora superamenti dei limiti a macchia di leopardo (fonte Acea): via Colle dei Marmi 33-81, fontanella (2 gennaio 12.7 mg/L), via Appia Nord – via della Pilara, fontanella (2 gennaio 17.5 mg/L).

Il controllo del 30 ottobre ha riscontrato un valore eccedente a via Grotte dell’Oro 3 (12.2 mg/L) a un anno dal rientro fissato e a ridosso della scadenza definitiva della deroga Comunitaria (Unione Europea, 25 marzo 2011 - 20 mg/L – scadenza 31 dicembre 2012).

In sintesi, denunciamo le falsità e le pietose bugie di ACEA e dei Sindaci. 

La situazione sanitaria nei Castelli Romani rimane drammatica.


2 commenti:

Comitato Sotto terra il treno ha detto...

Per diffusione.

http://www.eur.roma.it/il-quartiere/news/articolo/ai-castelli-romani-e-allarme-per-il-rischio-arsenico.html?no_cache=1

Ciao,
Paolo

Angelo Dellamore ha detto...

più che un commento due domande : ma chi doveva controllare? e perchè non lo si è fatto?