lunedì 25 maggio 2009

Quando le Istituzioni nascondono la verità

Le istituzioni dovrebbero “in primis” difendere l’ambiente e la salute dei cittadini.

Invece, nella Conferenza dei Servizi del 20 aprile 2009, convocata per l’autorizzazione del 7° invaso della discarica di Roncigliano, tutti hanno nascosto la verità e insabbiato i documenti scottanti.

In particolare, l’ARPA ha dichiarato che “il monitoraggio dell’ARPA non ha mai evidenziato criticità nelle acque sotterranee del sito di Roncigliano”.

Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Albano Laziale, di Ardea e di Pomezia, le ASL (RM E e H) non hanno obiettato nulla.

Eppure, in data 12 dicembre 2001 la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Velletri aveva consegnato le proprie indagini sulla discarica di Roncigliano.

Il testo è agghiacciante e chiama in causa proprio l’ARPA Lazio:
“Dall’esame della documentazione acquisita, analisi delle acque eseguite dall’ARPA Lazio, emerge che alla fine del mese di Agosto 2000 si è verificato un notevole inquinamento della falda idrica sottostante all’area della discarica”.

Quindi, l’ARPA Lazio ha eseguito le analisi che dimostrano il notevole inquinamento della falda idrica sottostante all’area della discarica e ha mentito nella Conferenza dei Servizi!!!

Ma il documento della Procura della Repubblica di Velletri ci illumina anche sui trucchi utilizzati per anni al fine di falsificare le analisi:

“In merito alla situazione dei pozzi spia, è doveroso evidenziare quanto accertato dal geologo della Regione Lazio, Giacomo CATALANO, e cioè che la localizzazione dei pozzi spia esistenti è errata in quanto, rispetto allo scorrimento della falda idrica (da SUD-EST-monte verso OVEST-valle), sono posti ai lati della discarica, e non a monte e a valle della stessa; quindi non sono significativi ai fini di una seria verifica”.

Evidentemente per i Cerroni Boys la falda idrica scorreva in salita, da EST-valle verso NORD-OVEST-monte.

Ma se i pozzi spia, scelti accuratamente per nascondere l’inquinamento della falda idrica, non erano significativi ai fini di una seria verifica, che senso hanno le analisi, di fatto “taroccate”, effettuate per anni nei punti sbagliati?

Di questo documento della Procura della Repubblica di Velletri, le Istituzioni (Regione Lazio, Provincia di Roma, Comuni di Albano, Ardea e Pomezia; ASL RM E e H) non ricordano nulla.
Delle analisi dell’ARPA Lazio citate nel documento, l’ARPA Lazio non ricorda nulla.

Va anche ricordato che il Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, durante l’incontro del 6 agosto 2008, ha consegnato il succitato documento della Procura della Repubblica di Velletri nelle mani del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e dell’Assessore alla Tutela dell’Ambiente Michele Civita.

Ma anche la Provincia di Roma non ricorda nulla.

Quale credibilità hanno queste Istituzioni che “nascondono la verità”, “taroccano i dati e le analisi”, “insabbiano i documenti scottanti”, “calpestano le più elementari regole democratiche”?

Forse è bene che di questa vicenda “indecente” si occupi nuovamente la Procura della Repubblica di Velletri.

Per ristabilire la verità: sabato 30 maggio 2009 alle ore 10 appuntamento alla scuola elementare di Cancelliera (Via Pantanelle) per un corteo fino alla discarica di Roncigliano.

1 commento:

Anonimo ha detto...

complimenti a chi cura l'aggiornamento delle notizie veramente una manna per chi come me e' sempre alla ricerca di novita' sull'inceneritore anche se non sempre positive
federica