sabato 7 luglio 2012

Il signor Cerroni tenta il colpo gobbo

Comunicato Stampa del "Coordinamento contro l'inceneritore di Albano"
Il NO INC denuncia il magnate della monnezza
Il monopolista dei rifiuti della Regione Lazio chiede al commissario straordinario per la chiusura di Malagrotta, ex prefetto Goffredo Sottile, di intercedere presso il governo Monti per ottenere i soldi pubblici necessari a costruire l'inceneritore di Albano (e ad ultimare quello di Malagrotta).

domenica 24 giugno 2012

Ecco come stanno avvelenando Malagrotta (e le altre discariche del Lazio)

Rivelazioni shock alla commissione Ecomafie: l'AMA getta in discarica metà dei rifiuti da sottoporre a trattamento "Perchè costa meno"

La Commissione Europea ha posto un grave ultimatum all’Italia: due mesi per evitare di gettare il rifiuto tal quale nella discarica di Malagrotta e nelle altre discariche del Lazio.

sabato 23 giugno 2012

Malagrotta come Albano: il rischio sanitario colpisce le donne!!!

La USL RM-E ha predisposto, su richiesta della magistratura, uno studio epidemiologico per valutare il rischio di mortalità e di ospedalizzazione dei residenti nell’area di Malagrotta a Roma.

Lo studio epidemiologico sui residenti nell’area di Malagrotta ha evidenziato un quadro molto preoccupante, sia per la mortalità e soprattutto per le ospedalizzazioni, con eccessi di rischio per malattie respiratorie, cardiovascolari e per alcune forme tumorali.

sabato 16 giugno 2012

Il signor Cerroni impone la nuova discarica di Roma: Pomezia zona Solforate


Come avevamo già scritto nel blog di “Sotto terra il treno” il 28 novembre 2010 “il signor Cerroni ha già acquistato i terreni per la nuova discarica di Roma in località Solforate a confine con il comune di Pomezia. Così, con l'inceneritore di Albano sarà tutto casa e bottega”.

Di seguito riportiamo un articolo di Andrea Palladino pubblicato oggi su “Il Fatto Quotidiano”.

In un lettera al prefetto Goffredo Sottile del 12 giugno scorso Manlio Cerroni butta lì un’idea: “E da ultimo un nuovo sito suggeritoci dalla nostra collegata, Pontina Ambiente, in località Quarto della Zolforatella nel quadrante Sud Est della città sulla via Laurentina nel territorio del Comune di Roma”. 


In un terreno già da tempo nella disponibilità della società del gruppo che si occupa di una discarica nel comune di Albano, a circa cinque o sei chilometri dal luogo indicato, in grado di accogliere 3 milioni di metri cubi di monnezza romana.

Un terreno formalmente nel territorio della capitale, ma abbastanza distante dal grande raccordo anulare, in una zona dove la densità di cittadini-elettori è decisamente molto bassa. Quello che il proprietario di Malagrotta non dice è che quell’area è attraversata da una riserva naturale ed è considerata nei piani paesaggistici regionali come “zona di alto valore agricolo”. Non solo. In quell’area vennero trovati alcuni resti risalenti ad Enea e, secondo le associazioni archeologiche della zona, vi sono molti, moltissimi reperti di epoca romana e medioevale. Tutti vincoli ben conosciuti, tanto da essere riportati in un documento della Regione Lazio che ilfattoquotidiano.it ha potuto consultare. Nel 2007 – nello stesso luogo indicato dalla Colari di Manlio Cerroni, il Quarto della Zolforatella sulla via Laurentina – una società di Colleferro presentò un progetto per un parco fotovoltaico. Ecco quello che i tecnici regionali scrivevano sul luogo prescelto: “L’area di progetto è interessata dal paesaggio agrario di valore (…), l’area di progetto interessa la fascia di rispetto dei beni paesaggistici “Costa dei laghi, aree archeologiche”, e si trova all’interno di un’area con il vincolo “Beni d’insieme (Dm 25/01/10)” Ambito meridionale dell’agro romano compreso tra le vie Laurentina e Ardeatina, adiacente ad est punti archeologici, adiacente ad ovest Aree protette”.

Il nuovo sito indicato da Cerroni si trova nell’area di una ex miniera di zolfo al confine tra il comune di Roma e quello di Pomezia. Una zona oggi inserita all’interno della riserva naturale di Decima Malafede, delimitata da più di dieci anni. E’ una lunga fascia verde che parte da Trigoria, alle porte di Roma, estendendosi per più di dieci chilometro verso sud, arrivando alle porte della zona industriale di Pomezia. In sostanza l’ultimo polmone verde rimasto prima di un paesaggio letteralmente devastato dal punto di vista ambientale.

Di fronte al limite del parco ci sono oggi industrie e centri per il trattamento di rifiuti pericolosi; a cinque chilometri circa, lungo la via Ardeatina che corre parallela, c’è la discarica di Roncigliano – gestita dal gruppo Cerroni – ed è il luogo scelto per realizzare due linee di incenerimento di rifiuti dal consorzio Coema (oltre a Cerroni composto da Acea e Ama). E ancora, in via valle Caia, a pochissimi chilometri di distanza, c’è una megadiscarica di amianto, sequestrata dalla Procura di Velletri anni fa e non ancora bonificata. Dunque quell’area protetta svolge oggi una funzione fondamentale per mantenere un minimo di vivibilità in questo quadrante ad una decina di chilometri dal raccordo anulare.

La preoccupazione nella popolazione era ieri palpabile.

venerdì 15 giugno 2012

Discariche del Lazio, ultimatum dell'Unione europea: "Rifiuti pericolosi e Rischi per la salute umana"


La Commissione europea ha inviato all'Italia un secondo avvertimento formale con un parere motivato in cui boccia le norme per il pretrattamento dei rifiuti nella discarica di Malagrotta (di proprietà del signor Cerroni) e negli altri siti del Lazio (sempre di proprietà del signor Cerroni).

Le discariche che operano in violazione della normativa dell'UE sui rifiuti, dice ancora il comunicato della Commissione, "costituiscono una seria minaccia alla salute umana e all'ambiente”. 
Su raccomandazione del commissario all'Ambiente, Janez Potocnik, la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia in cui si richiede l'adempimento entro due mesi.
In caso contrario, la Commissione potrà decidere di adire la Corte di giustizia dell'Unione europea, con la prospettiva di una sentenza di condanna con pesanti sanzioni finanziarie per l’Italia.

La situazione è, quindi, quanto mai seria e critica!!!  

La direttiva sulle discariche "stabilisce che i rifiuti devono essere trattati prima di essere interrati e cioè devono subire processi fisici, termici, chimici, o biologici, inclusa la cernita, allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero”.

“Da un'indagine Eu Pilot è emerso che nella discarica di Malagrotta, e forse in altre discariche del Lazio, parte dei rifiuti vengono interrati senza essere prima trattati”.

La Commissione Europea “rileva con preoccupazione che le autorità italiane non adottano misure sufficienti a ridurre i possibili effetti negativi sull'ambiente e gli eventuali rischi per la salute umana, come prescritto nella direttiva quadro sui rifiuti”. 



Le preoccupazioni della Commissione Europea sono confermate dai risultati dello studio epidemiologico sugli effetti della discarica di Albano (nel caso delle donne vivere nelle immediate vicinanze della discarica, da 0-1 km, provoca una mortalità superiore del 20%) e dai numerosi casi di interruzioni di gravidanze denunciate dal nostro blog (in questi giorni ci sono arrivate decine di segnalazioni in merito ad altissime incidenze di interruzioni di gravidanza, sia in seguito di diagnosi prenatale di gravi malformazioni congenite sia per gravidanze extrauterine).


Cara Commissione Europea, vi possiamo confermare che le autorità italiane non adottano alcuna misura per eliminare i possibili effetti negativi sull’ambiente e gli eventuali rischi per la salute umana, ma da 30 anni costringono 2.381 persone (uomini e donne, anziani e … 313 bambini) a vivere entro il raggio di un chilometro dalla discarica di Albano.

domenica 10 giugno 2012

Discarica di Roncigliano: casi sospetti di aborti per malformazioni ai feti

RomaToday riprende con molto coraggio la notizia lanciata dal nostro blog.


La denuncia arriva dal blog "Sotto terra il treno" di Pavona che sta conduncendo uno studio tra gli abitanti della zona della discarica di Roncigliano. Secondo le testimonianze stanno aumentando i casi di aborti e malformazioni ai feti.


Leggi tutto l'articolo pubblicato da RomaToday.


Nell'articolo è riportato che "dopo la costruzione del VII invaso la distanza in linea d'aria si è accorciata anche a poco più di 700 metri".
Per essere precisi  "dopo la costruzione del VII invaso la distanza in linea d'aria si è accorciata anche a meno di 200 metri".
Queste misure in metri danno il senso del dramma che vivono centinaia di famiglie di Roncigliano e di Villaggio Ardeatino.


Potrebbe interessarti:http://castelli.romatoday.it/albano/discarica-roncigliano-aumento-aborti-malformazioni.html
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lunedì 4 giugno 2012

La nuova risoluzione del Parlamento Europeo per un’Europa efficiente nell’uso delle risorse prevede l’abolizione dell’incenerimento dei rifiuti


Il Parlamento Europeo, in una risoluzione per un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse, approvata a larghissima maggioranza il 24 maggio 2012, si è pronunciato su alcuni punti di enorme importanza per la politica della gestione dei rifiuti in tutti i Paesi membri, in particolare:
- Riduzione dei rifiuti residui fino a raggiungere livelli prossimi allo zero;
- Introduzione graduale di un divieto generale di smaltimento in discarica a livello europeo;
- Abolizione dell’incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili entro il 2020.

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Riceviamo dal Presidente del Comitato Malagrotta
e volentieri pubblichiamo

Ciao Danilo,
dopo questa risoluzione del Parlamento Europeo, che si è pronunciato a larghissima maggioranza per la cessazione dell’ incenerimento entro il 2020, costruire nuovi inceneritori in Europa non ha più alcun senso. Per un inceneritore ci vogliono infatti normalmente dagli 8 ai 10 anni dalla progettazione all’esecuzione e all’entrata in esercizio. Il “nostro” disgraziato gassificatore di Malagrotta, dopo 9 anni, si trova ancora con una sola linea sulle tre previste, e in più anch’essa molto spesso inattiva a causa di “problemi”… Quindi la costruzione del gassificatore di Albano appare oggi ancora più assurda e insensata di quanto è sempre stata considerata nelle valutazioni di questi ultimi anni.
Ciao,
Sergio



RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
su un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse
(2011/2068(INI))
……..
31. invita la Commissione e gli Stati membri a concentrarsi maggiormente sull'informazione, sull'educazione e sulla sensibilizzazione, soprattutto per quanto concerne la raccolta differenziata, il riutilizzo e il riciclaggio, tenendo presente che l'educazione ha un impatto diretto sulle abitudini in materia di impiego efficiente delle risorse;
32. invita la Commissione a razionalizzare l'acquis in materia di rifiuti, tenendo conto della gerarchia dei rifiuti e della necessità di ridurre i rifiuti residui fino a raggiungere livelli prossimi allo zero; chiede pertanto alla Commissione di presentare proposte entro il 2014, allo scopo di introdurre gradualmente un divieto generale dello smaltimento in discarica a livello europeo e di abolire progressivamente, entro la fine di questo decennio, l'incenerimento dei rifiuti riciclabili e compostabili; ritiene che queste iniziative debbano essere accompagnate da idonee misure transitorie, tra cui l'ulteriore sviluppo di norme comuni basate sul concetto di ciclo di vita; invita la Commissione a rivedere gli obiettivi per il riciclaggio per il 2020 della direttiva quadro sui rifiuti; ritiene che un'imposta sullo smaltimento in discarica, già introdotta da alcuni Stati membri, potrebbe contribuire al raggiungimento di tali obiettivi;
……


domenica 3 giugno 2012

La spending review di Monti: 50 milioni di euro alle zone terremotate dell’Emilia Romagna, 250 milioni di euro al signor Cerroni per l'inceneritore di Albano

L’inceneritore di Malagrotta, tecnologia Termoselect, fiore all’occhiello del signor Cerroni, è fermo dal 10 ottobre 2011 e si è dimostrato un vero fallimento.
Al signor Cerroni è stata affidata, senza alcuna gara nazionale o internazionale ma a trattativa riservata, la costruzione dell’inceneritore di Albano.
Mario Monti e lo Stato Italiano hanno destinato per le zone terremotate dell’Emilia Romagna solo 50 milioni di euro.
Mario Monti e lo Stato Italiano stanno per regalare ad un vecchietto di 90 anni 250 milioni di euro per costruire l’inceneritore di Albano, un altro sicuro fallimento basato su tecnologia Termoselect.

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dalla rubrica Lettere de L’Espresso
24 maggio 2012

Da Malagrotta senza lavoro
3 giugno 2012 - Sono un ingegnere chimico che lavora, anzi lavorava al gassificatore di Malagrotta perché l'impianto è fermo dal 10 ottobre 2011 e le 60 persone (me compreso) addette al funzionamento della prima linea di gassificazione sono senza lavoro. È paradossale che si voglia costruire un nuovo impianto, ad Albano, mentre si manda in malora quello di Malagrotta, il più nuovo del Lazio, disperdendo le capacità professionali acquisite.
La sospensione dal lavoro ci è stata comunicata nel momento in cui il gestore ha fermato l'impianto, con la promessa della cassa integrazione per il periodo 3 dicembre 2011 -12 maggio 2012. Ma l'Inps non avrebbe mai ricevuto comunicazione per garantire gli ammortizzatori sociali.
Così 60 dipendenti non prendono lo stipendio da ottobre 2011 mentre hanno lavorato fino al 3 dicembre e risultano ancora legati contrattualmente al conduttore del gassificatore, la 7-Hills srl, incaricata dal Colari (Consorzio Lazio Rifiuti) per la gestione del gassificatore. E mentre il gestore dell'impianto (Colari), il proprietario di Malagrotta e la Presidente del Lazio litigano e si contendono l'affaire rifiuti, noi viviamo da mesi senza un euro.
SERGIO SERAFINI, email


giovedì 31 maggio 2012

Un’altissima incidenza di interruzioni di gravidanza vicino la discarica di Albano



VIVERE NELLA DISCARICA (terza puntata)

Nell’ultimo articolo pubblicato sul blog abbiamo denunciato i gravissimi episodi sanitari che stanno verificandosi intorno alla discarica di Albano.

Nei primi mesi dell'anno due coppie di giovani che abitano a Roncigliano, vicino la discarica, hanno dovuto interrompere la gravidanza entro il sesto mese a seguito di diagnosi prenatale di gravi malformazioni congenite.

Come evidenziato dallo studio epidemiologico sugli effetti delle discariche in Campania (“Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana. Messa a punto di indicatori sintetici di pericolosità e di esposizione ai rifiuti”), predisposto dall'Istituto Superiore di Sanità, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’elevata incidenza di malformazioni congenite è un preciso indicatore di presenza di rifiuti tossici e nocivi altamente inquinanti.

Qualificati esperti di onco-ematologia ci hanno assicurato che è possibile dedurre dal tipo di malformazione congenita il tipo di rifiuto tossico e nocivo presente nella discarica.

In questi giorni ci sono arrivate decine di segnalazioni anche dalla zona di Ardea vicino alla discarica in merito ad altissime incidenze di interruzioni di gravidanza, sia in seguito di diagnosi prenatale di gravi malformazioni congenite sia per gravidanze extrauterine.

Invitiamo le persone che vivono nella discarica di Albano denunciare con forza questa forma di violenza della discarica, che lede pesantemente il diritto alla vita, a raccogliere le cartelle cliniche e tutta la documentazione medica da sottoporre all’attenzione dei nostri esperti di onco-ematologia e a prendere contatti con i comitati.
  
Costringere 2.381 persone (uomini e donne, anziani e … 313 bambini) a vivere entro il raggio di un chilometro dalla discarica di Albano è un crimine, soprattutto perché la legge regionale del 2002 prevede per le discariche una distanza minima di 1.000 metri dalle abitazioni.

Le donne subiscono in modo particolare questa pesante violenza!!!

Infatti, dallo studio epidemiologico sugli effetti della discarica di Albano, predisposto dalla USL RM-E, emerge che la discarica di Albano provoca anche un aumento della mortalità femminile del 20%.


Cosa fare di fronte a questi gravi problemi sanitari?

Quali iniziative intende prendere il Sindaco di Albano, Nicola Marini, massima autorità sanitaria del Comune a difesa degli abitanti del territorio, dopo che ha nascosto per mesi ai cittadini e ai comitati le autorizzazioni regionali del VII invaso della discarica, facendo scadere i tempi per il ricorso al TAR?

Quali iniziative intende prendere l'Assessore Regionale all'Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile,
 Marco Mattei, che come ex-Sindaco del Comune di Albano Laziale si è qualificato per la sua richiesta alla Regione Lazio “dell’inceneritore più grande del mondo”, come ama definirlo il signor Cerroni?

Quali iniziative intende prendere il Ministro dell'Ambiente
 Corrado Clini, che in televisione afferma con convinzione che le discariche sono sicure?

Di fronte a questi episodi sanitari gravissimi è doveroso richiedere la chiusura immediata della discarica di Albano e la predisposizione di un serio e completo studio epidemiologico, coinvolgendo l'Istituto Superiore di Sanità, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

venerdì 25 maggio 2012

La discarica di Albano è la causa di gravi malformazioni congenite?


VIVERE NELLA DISCARICA (seconda puntata)

Gravissimi stanno diventando gli effetti sanitari della discarica di Albano sulla vita delle persone.

Per decenni migliaia di persone hanno vissuto a pochi metri dalla discarica.

A Roncigliano 2.381 persone (uomini e donne, anziani e … 313 bambini) vivono entro il raggio di un chilometro dalla discarica.

La legge regionale del 2002 prevede per le discariche una distanza minima di 1.000 metri dalle abitazioni.

Prima gli invasi I, II e III autorizzati dal Consiglio Comunale di Albano Laziale, poi gli invasi IV, V, VI, VII autorizzati dalla Regione Lazio.

Va evidenziato che molti consiglieri comunali che hanno autorizzato gli invasi I, II e III siedono ancora nel Consiglio o nella Giunta del Comune di Albano e sono alla sesta, settima, ottava, nona, decima legislatura (questo argomento sarà oggetto di un prossimo articolo sul blog).

In questi giorni, siamo venuti a conoscenza di episodi sanitari gravissimi.

Nei primi mesi dell'anno due coppie di giovani che abitano a Roncigliano, vicino la discarica, hanno dovuto interrompere la gravidanza entro il sesto mese a seguito di diagnosi prenatale di gravi malformazioni congenite.

Lo studio epidemiologico sugli effetti delle discariche in Campania (“Trattamento dei rifiuti in Campania: impatto sulla salute umana. Messa a punto di indicatori sintetici di pericolosità e di esposizione ai rifiuti”), predisposto dall'Istituto Superiore di Sanità, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, sono stati analizzati sia i dati di mortalità sia le incidenze delle malformazioni congenite.

Nello studio epidemiologico sugli effetti delle discariche in Campania, i casi di malformazioni congenite sono stati rilevati tra:
·        - le interruzioni volontarie di gravidanza a seguito di diagnosi prenatale di malformazioni congenite fino alla 24° settimana di età gestionale;
      - le morti fetali dalla 20° settimana di gestazione (nati morti);
·        - i nati vivi in cui le malformazioni congenite vengono accertate alla nascita o in periodo post-natale. 

Invece, lo studio epidemiologico sugli effetti della discarica di Albano, predisposto dalla USL RM-E, analizza solo i dati della mortalità (da cui emerge che la discarica di Albano provoca un aumento della mortalità femminile del 20%), mentre manca invece completamente l’analisi delle malformazioni congenite.

Perchè questa gravissima omissione nello studio epidemiologico sulla discarica di Albano predisposto dalla USL RM-E (la stessa USL che ha dato parere favorevole sia per l’inceneritore sia per il VII invaso della discarica di Albano)?

Cosa si vuole nascondere?

Quali iniziative intende prendere il Sindaco di Albano, Nicola Marini, massima autorità sanitaria del Comune a difesa degli abitanti del territorio, dopo che ha nascosto per mesi ai cittadini e ai comitati le autorizzazioni regionali del VII invaso della discarica, facendo scadere i tempi per il ricorso al TAR?

Quali iniziative intende prendere l'Assessore Regionale all'Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile, Marco Mattei, che come ex-Sindaco del Comune di Albano Laziale si è qualificato per la sua richiesta alla Regione Lazio “dell’inceneritore più grande del mondo”, come ama definirlo il signor Cerroni?

Quali iniziative intende prendere il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, che in televisione afferma con convinzione che le discariche sono sicure?

Di fronte a questi episodi sanitari gravissimi è doveroso richiedere la chiusura immediata della discarica di Albano e la predisposizione di un serio e completo studio epidemiologico, coinvolgendo l'Istituto Superiore di Sanità, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

martedì 22 maggio 2012

Risultati allarmanti dello studio epidemiologico sulla discarica di Albano: il rischio di mortalità per le donne è più alto del 20%

VIVERE NELLA DISCARICA DI ALBANO (Prima puntata)

Il 29 gennaio 2010 il Dipartimento Territorio della Regione Lazio ha trasmesso alla Provincia di Roma, ai Sindaci di Albano Laziale e di Ardea, al COEMA e all’ARPA, la “Valutazione Epidemiologica dello stato di salute della popolazione residente nelle vicinanze della discarica sita in Albano”.

La discarica è situata a Roncigliano, una località del comune di Albano Laziale, ed è in funzione dagli inizi degli anni ’80.

Lo studio epidemiologico inizia con la seguente considerazione: “Le conoscenze epidemiologiche ad oggi disponibili, ancorchè non conclusive, fanno ritenere che il conferimento in discariche controllate, costruite e condotte in accordo alla normativa nazionale e comunitaria, non comporti un rischio per l’ambiente e per la salute delle popolazioni insediate nelle vicinanze dello stabilimento”.

La premessa è rassicurante, ma non si adatta assolutamente alla discarica di Cerroni a Roncigliano, che è illegale in quanto non rispetta la legge regionale in tema di distanza dalle abitazioni.

La legge regionale del 2002, infatti, prevede per le discariche una distanza minima di 1.000 metri dalle abitazioni.

A Roncigliano, invece, 2.381 persone (uomini e donne, anziani e … 313 bambini) vivono entro il raggio di un chilometro dalla discarica.

Avete capito bene: 2.381 persone vivono nel raggio di un chilometro dalla discarica.

E’ come se tutti gli abitanti del comune di Nemi vivessero in un raggio di un chilometro dalla discarica: praticamente tutti gli abitanti di un piccolo comune vivono dentro una discarica.

Ma cosa comporta vivere dentro una discarica????

Nello studio epidemiologico, predisposto dalla famosa ASL RM-E, sono stati georeferenziate tutte le famiglie dei Comuni di Albano, Aprilia, Ardea, Ariccia e Pomezia.

L’imponente studio epidemiologico ha analizzato i dati di 309.413 persone, classificate a seconda della distanza dalla discarica (0-1, 1-2, 2-3, 3-5 km).

E’ stato analizzato un indicatore socio-economico (SES) in modo da rappresentare le diverse dimensioni dello svantaggio sociale.

Lo studio epidemiologico ha fotografato un livello socio-economico molto basso nelle immediate vicinanze della discarica (entro il famoso chilometro).

Per i soggetti deceduti è stata recuperata l’informazione sulla causa di morte facendo uso del Registro Nominativo delle Cause di Morte della Regione Lazio.

Lo studio epidemiologico afferma che “non ha evidenziato la presenza di una associazione tra la distanza dell’impianto e la mortalità totale e causa specifica”.

Nel caso degli uomini, “per la mortalità generale non si evidenziano sostanziali differenze legate alla distanza dalla discarica. A parità di età e di condizione socio-economica, il gruppo di residenti nelle immediate vicinanze della discarica (0-1 km) mostra una mortalità che non si discosta (Rischi Relativi=0,99) da quella del gruppo di riferimento (3-5 km)”.

Nel caso delle donne, invece, nonostante le formali rassicurazioni dello studio epidemiologico, emerge dalle tabelle pubblicate un problema molto grave: a parità di età e di condizione socio-economica, il gruppo delle residenti nelle immediate vicinanze della discarica (0-1 km) mostra una mortalità superiore del 20% (Rischi Relativi =1,20) rispetto a quella del gruppo di riferimento (3-5 km).

In sintesi, vivere dentro una discarica provoca un incremento della mortalità femminile del 20%.

Sono le donne che vivono maggiormente la famiglia, la casa e il territorio.

Le donne sono le vittime della illegalità della discarica di Roncigliano, che opera dal lontano 1980 a ridosso delle abitazioni.

Le donne sono le vittime delle decisioni del Consiglio Comunale di Albano Laziale, che negli anni ’80 ha autorizzato per tre volte gli invasi della discarica di Roncigliano (invaso I, II, III).

Le donne sono le vittime delle decisioni della Regione Lazio, che nell’ultimo decennio ha autorizzato per ulteriori tre volte gli invasi della discarica di Roncigliano (invaso IV, V, VI).

Le donne sono le vittime delle decisioni della Polverini, Presidente della Regione Lazio, che nell’ultimo anno ha autorizzato l’aumento delle quote degli invasi IV e V della discarica di Roncigliano.

Alcune domane sorgono spontanee:
- Le autorità competenti hanno per caso letto lo studio epidemiologico?
- Perché la legge regionale sulla distanza delle discariche non viene applicata?
- Perché gli interessi del signor Cerroni hanno la precedenza rispetto alle condizioni di vita di migliaia di persone?

Appuntamento alla seconda puntata.

domenica 20 maggio 2012

La nostra denuncia dei CIP6 alla Commissione UE crea ansia alla lobby degli inceneritori

Gli articoli pubblicati sub blog del comitato "Sotto terra il treno" per denunciare il finanziamento degli inceneritori tramite i CIP6 stanno creando l'ansia tra la lobby degli inceneritori.

40 miliardi di euro sperperati dall'Italia con il silenzio di Mario Monti e della Commissione UE.

Tra i numerosi accessi al blog, va evidenziato quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri (martedì alle ore 13.44).

Mario Monti e la Commissione Europea devono infatti spiegare agli italiani perche' le regole della concorrenza devono valere solo per i tassisti e per le farmacie, mentre miliardi e miliardi di euro di soldi pubblici sono bruciati illegalmente negli inceneritori.

La notizia della nostra denuncia alla Commissione Europea della illegalita' dei Cip6 ha messo in ansia la lobby degli inceneritori.

In particolare, L'AMA, che con il signor Cerroni e con ACEA vuole costruire l'inceneritore di Albano, mercoledi e' risultato il piu' assiduo lettore del nostro blog con ben quattro accessi da diverse postazioni della societa' (ore 7.53, poi alle ore 9.39, poi di nuovo alle ore 9.44, infine alle ore 10.36).

ACEA, l'altro socio pubblico nell'affare di Cerroni, accede al nostro blog quotidianamente verso le ore 9. E' una presenza quotidiana che ci accompagna da anni e che merita un nostro articolo sulla svendita di questo importante patrimonio pubblico ai privati.

Cerroni, AMA e ACEA vogliono costruire l'inceneritore piu' grande del mondo ad Albano senza una regolare gara pubblica.
Su questo importantissimo punto, nulla dice la sentenza del Consiglio di Stato.
La sentenza il Consiglio di Stato si e' invece soffermata sulle modifiche tecniche al sistema di raffreddamento, ricordardoci che l'inceneritore piu' grande del mondo (dice Cerroni che) funzionera' con un sistema di raffreddamento ad aria che utilizza solo acque piovane (???).

In ogni caso, l'inceneritore di Albano e' un affare per Cerroni, AMA e ACEA solo se il finanziamento dei CIP6 viene confermato anche per i prossimi 30 anni.

Ma l'Italia puo' ancora permettersi questi scandalosi livelli di sperpero delle risorse pubbliche?

giovedì 17 maggio 2012

L’inceneritore di Albano ha bisogno del treno


Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso dei comitati contro l’inceneritore di Albano.

Leggendo attentamente la sentenza del Consiglio di Stato emerge un dettaglio inquietante: “Fondata è l’eccezione di tardività degli interventi dei comuni in primo grado”.

In sostanza, l’intervento dei Comuni (Albano Laziale, Rocca di Papa, Castel Gandolfo, Lanuvio, Ariccia, Ardea, Genzano di Roma, Pomezia) è stato tardivo e, quindi, assolutamente inutile.

Abbiamo, di fatto, assistito ad una grande sceneggiata (una burlesque) dei Sindaci dei Comuni dei Castelli Romani che, a parole di giorno, si dicono contro l’inceneritore ma, nei fatti di notte, stanno lavorando per preparare tutte le infrastrutture utili al funzionamento dell’inceneritore.

L’inceneritore di Albano ha bisogno di una discarica!!!
Infatti, i rifiuti dei Castelli Romani vanno separati tra il cdr (combustibile da rifiuti per l’inceneritore) e gli altri rifiuti (da portare nella discarica).

Il Sindaco Marini e la Giunta di Albano hanno permesso al signor Cerroni di realizzare tranquillamente il settimo invaso della discarica di Roncigliano, nascondendo ai cittadini e ai comitati le autorizzazioni regionali. In questo modo, hanno fatto scadere i tempi (questa è una loro grande capacità) ed i comitati non hanno potuto presentare un ricorso al TAR entro i termini previsti dalla legge. Il sindaco Marini e la Giunta di Albano hanno dimostrato in questa vicenda una grande disonestà morale.

L’inceneritore di Albano ha bisogno di una linea ferroviaria!!!
I rifiuti dei Castelli Romani non sono assolutamente sufficienti per alimentare l’inceneritore di Albano.
Per questo motivo, il signor Cerroni ha chiesto da anni di utilizzare la linea ferroviaria Roma-Velletri e di poter disporre di una stazione merci privata a Cancelliera.

C’è un solo problema: sulla linea Roma-Cancelliera dovranno transitare centinaia di treni merci carichi di monnezza e, quindi, vanno eliminati tutti i passaggi a livello presenti sulla linea ferroviaria (Casabianca, Santa Maria delle Mole, Pavona e Cancelliera).

Il progetto presentato da RFI di sottopasso stradale a Cancelliera è già stato approvato dai Comuni di Albano Laziale e di Ariccia. Anche il sottopasso stradale di Casabianca è stato già approvato dal Comune di Ciampino.

L’unico problema al progetto dell’inceneritore più grande del mondo, come ama definirlo il signor Cerroni, è rappresentato dal passaggio a livello al centro di Pavona. Di fronte ad un progetto devastante, i cittadini hanno organizzato da anni una forte protesta che ha indotto il Consiglio Comunale di Albano a bocciare l’indecente progetto di RFI.

Bisongerà attivare la massima vigilanza democratica perché nei prossimi giorni il sindaco Marini di Albano oppure l’assessore provinciale Amalia Colaceci oppure qualche altro Cerroni Boy potrebbero riproporre progetti devastanti di sottopassi stradali su Pavona con l’obiettivo di garantire all’inceneritore più grande del mondo l’arrivo indisturbato dei rifiuti su rotaia.

In sintesi, i Sindaci e i rappresentanti delle istituzioni di giorno si dicono contro l’inceneritore, ma stanno preparando di notte e con omertà tutte le infrastrutture (discarica e ferrovia) a supporto dell’inceneritore più grande del mondo, come ama definirlo il signor Cerroni.

La cosa grave è che questi pessimi e omertosi rappresentanti delle istituzioni partecipano impunemente ai cortei contro l’inceneritore, che a causa della presenza di questi personaggi rischiano di diventare delle inutili passerelle.

martedì 15 maggio 2012

Fermiamo i CIP6 per evitare il default del Paese Italia

La borsa perde quotidianamente valore, Moody's declassa 26 banche italiane, lo spread è a quota 430, la benzina è a livelli record, l'inflazione è al 3,3% e i beni di acquisto di maggiore frequenza sono saliti del 4,7%.

Siamo di fronte alla più pesante crisi economica dal dopoguerra. 

Bankitalia certifica un sensibile calo delle entrate fiscali nel primo trimestre del 2012: nel solo mese di marzo gli incassi presentano una riduzione del 3,61% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso.

Vola il debito publico che a marzo raggiunge il record storico di 1.946 miliardi di euro.

Tra pochi giorni pagheremo una salatissima IMU, anche sulla prima casa, e ad ottobre subiremo l'aumento di due punti dell'IVA.

In questo quadro disastroso, l'Italia è l'unico paese al mondo che sperpera ingenti risorse pubbliche per finanziare gli inceneritori con i CIP6. 

Con i CIP6 abbiamo addirittura superato la Grecia nello sperpero del denaro pubblico. 

Mentre in Grecia avevano istituito il vitalizio per le figlie zitelle dei dipendenti pubblici, in Italia i governi di centrodestra e di centrosinistra hanno bruciato, ad oggi, 40 miliardi di euro negli inceneritori.

Di fronte a questi sperperi di cui ha goduto la classe imprenditoriale (in primis la Mercegaglia), sperperi che Napolitano, Monti, Giarda e Bondi fanno finta di non vedere, è purtroppo facile prevedere la fine fallimentare che farà l'Italia.

Fermiamo i CIP6, fermiamo gli inceneritori, fermiamo il default del Paese Italia.

lunedì 14 maggio 2012

Lo sperpero dei CIP6 nel silenzio di Mario Monti e della Commissione UE


Il CIP6 ci è costato, nel silenzio della Commissione UE, 40 miliardi di euro (Massimo Lucchetti, il Corriere della Sera, 21-12-2011).

Il 22 novembre 2008 abbiamo presentato una denuncia alla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea. La denuncia è sempre aperta presso la Commissione Europea con il seguente numero di pratica, “SA.32048 - CIP 6 support scheme for energies assimilated to renewables”, ma si trascina nel silenzio della Commissione stessa.

Ironia della sorte, il Presidente del Consiglio Mario Monti nel 1999 è stato Commissario Europeo con delega alla Concorrenza.

Mario Monti sa bene che l’Italia è l’unico Paese europeo che finanzia con ingenti fondi pubblici il settore dei “termovalorizzatori” attraverso i fondi cosiddetti “CIP6”.

Mario Monti sa bene che il finanziamento degli inceneritori con i CIP6 costituisce una violazione delle direttive europee in materia. In conseguenza di detta violazione la Commissione Europea si è già espressa, in data 20 novembre 2003, in merito alla distorsione della normativa comunitaria in Italia in riferimento all'inclusione della parte non biodegradabile dei rifiuti quale fonte di energia rinnovabile.

Mario Monti sa bene che il finanziamento pubblico italiano al settore dei “termovalorizzatori” rappresenta una palese distorsione della concorrenza all’interno dell’Unione Europea, che rende inefficienti i mercati e lede alla competitività dell’economia italiana ed europea.

Questa è purtroppo l’indecente politica del Governo Monti:
·        - per i cittadini: un aumento disumano di tasse ed imposte;
·        - per il Paese: una fase pesantissima di recessione e forti tensioni sociali;
·        - per gli inceneritori: il mantenimento dello sperpero di risorse pubbliche con i CIP6.

Quanti miliardi di euro ci costerà, nel silenzio di Mario Monti e della Commissione UE, la lobby degli inceneritori ????