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martedì 16 aprile 2013
Assegnato il premio ambientale Goldman 2013
martedì 6 novembre 2012
Le falsità e le pietose bugie di Acea e dei Sindaci: ai Castelli Romani è allarme per il rischio arsenico
Relazione tecnica sull'arsenico nelle acque distribuite da ACEA-ATO2 in zona Castelli Romani
Acea aveva dichiarato per Albano,
Ariccia, Castel Gandolfo e Velletri il rientro nei limiti della
normativa (D.L. 31/2001) entro settembre 2011, per Genzano il 30 giugno 2011,
per Lanuvio e Lariano il 31 dicembre 2012.
Per il Comune di Ariccia Acea ha dichiarato
l’avvenuta messa in funzione dell’impianto di dearsenizzazione al pozzo di
Montegentile (Monte Tondo) e l’allaccio della zona Ginestreto, Fontana di Papa,
Campoleone di Ariccia all’acquedotto Acea di Mola Cavona. In effetti il 13 maggio
2011 a via della Moletta l’arsenico (As) era sceso da 12 a 2,7 mg/L. L’analisi
del 30 ottobre 2012 (piano di rientro Acea fissato al 30 settembre 2011) nel medesimo punto di prelievo
documenta che il valore, anche se di poco, è tornato a superare i 10 mg/L.
domenica 4 novembre 2012
Il triste primato dei Comuni dei Castelli Romani: Arsenico nelle acque potabili e il più alto rischio di mortalità della Provincia di Roma
La catastrofica situazione dei Castelli Romani
I valori dell’arsenico imposti dalla legge sono rimasti
disattesi per 10 anni e prima della norma le concentrazioni erano intorno ai 50
microgrammi, dunque è chiaro che per le popolazioni dei Castelli Romani
l’esposizione all’arsenico nelle acque non è stata occasionale, ma prolungata e
cronica e, dunque, altamente rischiosa.
Le istituzioni e i Sindaci dei Castelli Romani hanno per
anni “dolosamente” nascosto la verità ai cittadini.
giovedì 1 novembre 2012
Acqua e Arsenico, crisi senza fine
Acqua all'arsenico, tempo scaduto: rubinetti chiusi in 50 comuni del Lazio
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Anticipazione da IL SALVAGENTE del 1° novembre 2012
Due anni di emergenza non sono bastati. La terza e ultima deroga
concessa a molti comuni del Lazio dall'Unione Europea scade il 31 dicembre. Dal
nuovo anno i cittadini non potranno più bere l'acqua di rubinetto con valori di
arsenico (un cancerogeno) oltre la norma. Dovranno rifornirsi con autobotti o
fontanelle filtrate.
Quando si dice un’azione pubblica tempestiva e
previdente: a nove anni dall’entrata in vigore della legge (del 2001 ma
operativa dal 2003) e a due anni dall’ultimatum lanciato dall’Unione europea
(era l’ottobre 2010) l’emergenza arsenico in Italia è tutt’altro che superata.
È quello che denuncia il settimanale il Salvagente nel numero in edicola da giovedì 1
novembre, con un’inchiesta dal titolo: “Acqua e Arsenico,
crisi senza fine”. E che si sia lontani dalla soluzione, secondo il settimanale
dei consumatori, è innegabile almeno in quei comuni, tutti laziali, in cui il
livello di questo metallo nell’acqua resta superiore a 10 microgrammi litro, la
soglia massima consentita dalla legge e considerata “sicura”.
domenica 9 settembre 2012
Perché Alemanno non è credibile su Cerroni
Di giorno davanti i cittadini dice di voler gestire i rifiuti senza privati, di notte fa sporchi affari con il signor Cerroni
Oggi, nella Valle Galeria si è completamente spezzato il rapporto tra i cittadini e le istituzioni. Il Sindaco di Roma è stato pesantemente contestato.
Mentre di giorno, davanti i cittadini esasperati da quarant’anni di soprusi da parte del signor Cerroni, ha dichiarato: «Quando ci sarà il sito, l'Ama e il comune saranno pronti a gestirlo da soli senza l'intervento dei privati», di notte il Sindaco Alemanno fa sporchi affari con il signor Cerroni.
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Oggi, nella Valle Galeria si è completamente spezzato il rapporto tra i cittadini e le istituzioni. Il Sindaco di Roma è stato pesantemente contestato.
Mentre di giorno, davanti i cittadini esasperati da quarant’anni di soprusi da parte del signor Cerroni, ha dichiarato: «Quando ci sarà il sito, l'Ama e il comune saranno pronti a gestirlo da soli senza l'intervento dei privati», di notte il Sindaco Alemanno fa sporchi affari con il signor Cerroni.
mercoledì 22 agosto 2012
CLINI: "Ritardi differenziata, ha influito la malavita"
Da "La Repubblica" del 20 agosto 2012
Il Ministro dell'Ambiente, dal metting di Cl a Rimini, sferza l'amministrazione capitolina, bollando come totalmente sbagliate le politiche sulla raccolta dell'immondizia capitolina. Ama:"Siamo al 25,6%"
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Clini boccia la gestione del Campidoglio
"Non c'è dubbio che i
ritardi nella raccolta differenziata siano il risultato di politiche sbagliate
e di una presenza importante della malavita organizzata che ha orientato queste
decisioni". A bocciare senza
appello la gestione dei rifiuti nella capitale è il ministro Corrado Clini,
intervenuto al meeting di Cl a Rimini, dove ha anche anticipato che per le
città che non hanno raggiunto la soglia del 65% della raccolta differenziata,
come previsto dalla normativa europea e nazionale, "la proroga sarà
accompagnata da una sanzione".
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