domenica 30 maggio 2010

Giro di truffe intorno alle discariche laziali

IL CASO: Traffico di rifiuti tossici tra Roma e Cina
Gli scarti tornano in Italia come giocattoli e abiti
L'allarme arriva dal questore Caruso che segnala: giro di truffe intorno alle discariche laziali. Controlli colabrodo
Centinaia di balle di rifiuti non trattati


ROMA - Rifiuti non trattati che dal Lazio partono di contrabbando per la Cina, dribblando i controlli distratti di alcuni funzionari doganali. «Centinaia di container» zeppi di spazzatura triturata. Che poi, trasformata in materiale plastico «dannosissimo per la salute», rientra in Italia sotto forma di giocattoli e indumenti. Le preoccupate parole sono quelle pronunciate martedì dal questore della Capitale Giuseppe Caruso alla commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti, presso la quale è stato ascoltato assieme ai responsabili dell’ordine pubblico delle 5 province del Lazio. C’è un allarme inquietante. «Quel traffico diretto da un cinese sta continuando, con l’avallo» delle complicità che lo hanno reso possibile. Questo succede nonostante un’indagine sia stata conclusa nel 2008 dalla squadra mobile di Roma con la richiesta di 17 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di cinesi e di «amministratori delegati di società non solo del Lazio legate allo smaltimento dei rifiuti». Ma l’inchiesta per ora resta senza manette visto che da due anni «i provvedimenti sono fermi al vaglio dell’autorità giudiziaria».

L’audizione è l’ultima di una serie, convocata dal presidente Gaetano Pecorella, iniziata con l’obiettivo di evitare che tra Roma, Latina, Viterbo, Frosinone e Rieti esploda un’emergenza come quella che a Napoli ha lasciato per lunghi mesi la spazzatura a marcire per strada. «Non siamo a questo punto, ma la situazione è difficile», è la sintesi del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro che ha parlato di una raccolta rifiuti che nella regione è indirizzata per l’86 per cento - il dato è il più alto del centro Italia - nelle discariche. Che però, soprattutto nei pressi della Capitale (Malagrotta, Cecchina, Bracciano, Civitavecchia e Colleferro) «sono sull’orlo dell’esaurimento». Senza contare il corollario di truffe, violazioni delle norme ambientali e controlli inesistenti. Martedì Pecoraro, sollecitando «un potenziamento dell’Arpa a scopo preventivo» ha parlato di «rifiuti tossici provenienti dal Nord Italia e dall’Europa interrati nei cantieri della linea Tav Roma-Napoli».

Ma c’è molto altro nei resoconti delle audizioni (con le testimonianze di magistrati, investigatori delle forze dell’ordine e tecnici) raccolti nel certosino dossier sul Lazio condotto dai senatori Candido De Angelis, Pdl, e Antonio Rugghia, Pd. Oltre al caso dei 40 milioni di euro spariti per costruire quella discarica ai Castelli che esiste solo sulla carta, c’è da capire come sia stato possibile che per 5 anni il termovalorizzatore di Colleferro abbia bruciato copertoni, coltelli da cucina, forchette, panni e filtri di industrie chimiche spargendo nell’aria diossina e altri veleni senza che nessuno se ne accorgesse.

Una catena impressionante di controlli-colabrodo, con le preoccupate denunce dell’Arpa rimaste prive di seguito. E infine quella «triangolazione» di rifiuti tra Lazio e Cina. Nel rapporto scritto dal capo della mobile romana Vittorio Rizzi apposta per la commissione parlamentare - dopo l’autorizzazione della procura di Roma - si parla di «meccanismo spudorato». Il colossale quantitativo di immondizia arriva, trasportata in container, in una discarica abusiva dalle parti di Frosinone. Da qui, dopo essere stata «triturata» riparte dal porto di Napoli, con qualche funzionario doganale che si gira dall’altra parte, verso la Cina accompagnata da carte false che definiscono la spazzatura «materia prima secondaria». Tutto rientra in Italia - è la certezza degli investigatori della mobile che però hanno bisogno dell’autorizzazione per arresti e perquisizioni per provare la circostanza - sotto forma di «bambole, giocattoli, abiti che usano i nostri figli e i nipoti», ha concluso il questore Caruso. «Roba nociva per la salute. E’ un fatto di una gravità estrema» ha concluso il questore dopo le domande dei parlamentari della commissione.

Alessandro Fulloni
«Corriere della sera», edizione romana , pagina 3
29 maggio 2010

domenica 25 aprile 2010

L'inceneritore di Albano: dalla padella alla brace?

Nella mattinata di venerdì 23 aprile 2010 si è svolto un presidio di protesta davanti l'ingresso della discarica di Roncigliano (Albano Laziale), sito scelto per la costruzione dell’inceneritore più grande del mondo dal signor Manlio Cerroni, monopolista intoccabile nella gestione rifiuti del Lazio.

Il Coordinamento contro l'Inceneritore di Albano denuncia che “la discarica di Roncigliano e la sua gestione sono lo specchio di come gli amministratori collocati ad ogni livello abbiano fin’ora affrontato l'aspetto rifiuti nella Regione Lazio. Il sito di Albano Laziale è una servitù decennale (esaurita da tempo) che sta lasciando alle comunità locali ripercussioni sanitarie gravissime con malattie e inquinamenti di ogni tipo, spesso celati e distorti”.

Nel frattempo, ad Albano si sono svolte le elezioni comunali.

L’ex Sindaco di Albano Marco Mattei, quello che di giorno diceva di no e la notte diceva di si, è stato sonoramente bocciato dagli elettori: non è stato neanche rieletto a semplice Consigliere Comunale!!!

Il nuovo Sindaco di Albano Nicola Marini si è sempre dichiarato (nei giorni della campagna elettorale) contro l’inceneritore più grande del mondo (l’inceneritore del signor Cerroni).

Ma il primo atto del nuovo Sindaco di Albano è indecente: quasi tutti gli Assessori (5 su 8) hanno concorso ad autorizzare negli anni passati i numerosi invasi della discarica di Roncigliano.

Possiamo, quindi, affermare che la Giunta Marini è responsabile della presenza sul territorio della discarica di Roncigliano, “una servitù decennale (esaurita da tempo) che sta lasciando alle comunità locali ripercussioni sanitarie gravissime con malattie e inquinamenti di ogni tipo, spesso celati e distorti”.

Ma siamo passati dalla padella alla brace?

A proposito di cucina, di pranzi e di ristoranti: quanti Assessori della Giunta Marini hanno apprezzato la “coda alla vaccinara” cucinata dal signor Cerroni?

sabato 27 marzo 2010

Albano: la quiete prima della tempesta?

Ad Albano il signor Cerroni sta per costruire l’inceneritore più grande del mondo e una classe politica indecente, sia a livello regionale sia a livello locale, ha chiuso una campagna elettorale omettendo di parlare di questo gravissimo pericolo per il territorio di Albano e dei Castelli Romani.

Nulla ha detto la Polverini. Personalmente intervistata sul problema dell’inceneritore più grande del mondo, la candidata del centro-destra ha risposto in modo pilatesco: “Per quanto riguarda l’impianto in costruzione ad Albano, sappiamo che c’è stata una decisione della Regione Lazio e sappiamo che le comunità locali sono contrarie”.

Gravissime le affermazioni della Bonino: “Poi c'é la decisione su Albano, contenuta nel piano rifiuti, che abbiamo mandato in discussione a Bruxelles per evitare ulteriori infrazioni”. Abbiamo chi ?!?!? La Bonino, Marrazzo, Cerroni e Di Carlo.

In Trentino i comuni di Lavis e Mezzacorona hanno presentato il ricorso al TAR contro l’appalto per il termo-cancro-valorizzatore della provincia di Trento.

Ad Albano, come a Malagrotta, non c’è stata alcuna gara di appalto: Marrazzo, un politico da sempre sotto ricatto per storie di trans e di coca, ha affidato a “trattativa privata” l’inceneritore più grande del mondo al signor Cerroni, un imprenditore che, come ci ha spiegato la Polverini, gestisce una discarica abusiva (quella di Malagrotta), fuori norma sia in Italia sia in Europa.

Un discorso a parte merita Mattei, il Sindaco di Albano, ormai alla scadenza del suo secondo mandato.

Tra le cose di cui alla fine di questi dieci anni ogni cittadino di Albano potrà dirsi orgoglioso è l’impegno del Sindaco Mattei per portare sul territorio l’inceneritore più grande del mondo.

Invece di difendere il nostro territorio, dal 2007 il Sindaco Mattei ha richiesto con gli altri Sindaci dei Comuni dei Castelli Romani un inceneritore in zona.

I rischi per la popolazione sono noti e dimostrati da moltissimi studi a livello mondiale.
La Regione Lazio ha affidato il monitoraggio dei disastri degli inceneritori sull’ambiente e sulla popolazione alla ASL RM-E, al Dott. Perrucci.

E il Sindaco di Albano, che è anche medico, ha dichiarato nella riunione alla Regione Lazio del 16 luglio 2009 di aver consegnato al Dott. Perrucci le informazioni su centinaia di famiglie che vivono intorno al futuro inceneritore.

Centinaia di famiglie del Comune di Albano sono già sotto monitoraggio da parte della ASL RM-E.

Il nostro destino è segnato: saremo le cavie dell’inceneritore più grande del mondo per i prossimi decenni.

Il Sindaco Mattei ha avuto il coraggio di informare di tutto ciò il Consiglio Comunale, i cittadini e la stampa?

Per chiudere la campagna elettorale riportiamo l’ultima informazione che ci è arrivata.

Il signor Cerroni starebbe preparando il “ricatto delle ecoballe” per estorcere ai prossimi amministratori regionali il settimo invaso della discarica di Roncigliano e l’inceneritore più grande del mondo ad Albano.

Il “ricatto delle ecoballe” è già stato sperimentato nel 2003: migliaia di ecoballe stipate a Roncigliano al fine di ottenere le autorizzazioni per il sesto invaso della discarica di Roncigliano.

Un pensiero per le elezioni regionali e comunali, per il futuro di Albano e dei Castelli Romani?

Resistere, resistere, resistere !!!

martedì 23 marzo 2010

La Polverini accusa Cerroni: “La discarica è abusiva, perché fuori norma sia in Italia sia in Europa!!!”. La Bonino rimane in un omertoso silenzio.

La Polverini, candidata del centro-destra a Presidente della Regione Lazio, durante una visita alla discarica di Malagrotta, ha affermato in modo chiaro: «La discarica è abusiva, perché fuori norma sia in Italia sia in Europa. Deve chiudere, ma prima dobbiamo trovare un altro sito».

La candidata del centrodestra ha messo il tema molto in alto nell’agenda: «Il tema della discarica è una delle prime cose da affrontare. Bisogna individuare un sito alternativo, ma per ora la Regione non ha preso in considerazione quelli individuati dal Comune».

Durante il sopralluogo, la candidata ha incontrato diversi abitanti della zona, che le hanno mostrato, tra l’altro, un canaletto nel quale galleggiavano rifiuti e sacchetti di immondizia.

Nulla la Polverini ha ancora detto sull’inceneritore di Albano!!!

Marrazzo, tra un trans e l’altro, ha concesso al signor Cerroni le autorizzazioni per costruire ad Albano l’inceneritore più grande del mondo.

Marrazzo, tra un trans e l’altro, ha affidato con una semplice “trattativa privata” un finanziamento da 400 milioni di euro nelle mani del signor Cerroni, il proprietario della “discarica abusiva di Malagrotta”, il responsabile di uno scempio ambientale sia in Italia sia in Europa.

In merito all’inceneritore di Albano, la Bonino e la Polverini quando decideranno di prendere una posizione veramente ispirata alla legalità?

giovedì 18 marzo 2010

Regionali: Wwf, Bonino e Polverini poco chiare su gestione rifiuti

Roma, 17 mar. - (Adnkronos)

"Restiamo in attesa di un atto di buona volonta' per conoscere su cosa vertera' la politica della gestione dei rifiuti nella regione prima della scadenza elettorale".

E' quanto si legge in una nota del Wwf Lazio.

"Proprio ieri avevamo invitato le candidate alla Presidenza della Regione Lazio a rivedere i propri impegni sulle politiche ambientali - prosegue il Wwf - Cosi' mentre da una parte vi e' un silenzio prolungato, dall'altra non arrivano elementi utili per capire su cosa vertera' la politica in materia di gestione del ciclo dei rifiuti".

"Agli elettori non e' dato capire infatti se ci sara' un chiaro impegno alla dismissione degli impianti di incenerimento gia' esistenti, come per esempio Colleferro e al blocco di quelli che in fase di realizzazione abbiano gia' presentato gravi elementi di preoccupazione, come quello di Albano - continua la nota - Non risulta altrettanto trasparente l'impegno sul tipo di raccolta differenziata a cui non viene mai attribuita perlomeno dai giornali la qualifica di 'porta a porta' o 'spinta', scelta invece inderogabile".

"Orientarsi esclusivamente sulla chiusura e riapertura di discariche - sottolinea il Wwf - non fa presagire politiche virtuose indirizzate ai principi comunitarie ma, come piu' volte ribadito, a vecchie dinamiche ormai comprese, deprecate e combattute da tutti i cittadini".

"Siamo certi - dichiara Vanessa Ranieri Presidente del Wwf Lazio - che le candidate siano attente alla qualita' di vita di tutti cittadini ed alla loro salute, nonche' alla conservazione del territorio che ambiscono a governare e torniamo quindi ad auspicare che vengano assunti impegni elettorali chiari in tal senso".

sabato 6 marzo 2010

Sui rifiuti ci stanno rubando anche l’IVA

Il PD, la Bonino e Di Pietro vogliono il rispetto delle regole da parte del PDL, ma al signor Cerroni hanno regalato di tutto … ed illegalmente.

Marrazzo e la sua giunta hanno omaggiato il signor Cerroni con le autorizzazioni per costruire ben due inceneritori nel Lazio (Malagrotta ed Albano) senza alcuna gara di appalto, come prevede la legge, ma spudoratamente a trattativa privata.

Per l’inceneritore di Acerra è stata espletata una regolare gara europea.

Persino in Sicilia per gli inceneritori è stata espletata una regolare gara europea.

Per gli inceneritori del Lazio solo inusuali trattative private con il signor Cerroni.

In merito a queste illegalità, la Bonino e Di Pietro non ha nulla da eccepire: niente scioperi della fame, niente impeachment, niente commenti (pare, sembra, si dice che diverse interviste siano state concesse dalla signora Bonino solo a patto che non si parlasse dell’inceneritore di Albano).

Non sanno presentare neanche un simbolo e una lista per le elezioni regionali (vedi il PDL nel Lazio), non sanno difendere la salute dei cittadini (per la giunta Marrazzo le discariche del signor Cerroni possono stare a duecento metri dai centri abitati), ma sanno mettere le mani nelle nostre tasche e ci hanno rubato per decenni l’IVA sulla tassa sui rifiuti.

Lo ha stabilito la Cassazione: l’IVA non può essere applicata sulla tassa dei rifiuti, l’IVA non si applica sulle tasse!!!

In effetti, è come se sull’ICI venisse applicata l’IVA.

Pertanto tutti i cittadini hanno diritto al rimborso del 10% dei 10 anni retroattivi.
Sul sito "federconsumatori" si evince che chi richiede il rimborso bloccherà di fatto l'IVA sulle prossime fatture. Chi non lo farà si troverà a continuare a pagare tutto come prima perché, come capita solo in Italia, gli anziani e le fasce deboli usufruiscono dei propri diritti, ma solo su richiesta.

Pertanto prendiamo i moduli per chiedere i rimborsi ed inondiamo i comuni.

Oltre alla salute e al futuro, ci stanno rubando anche l’IVA !!!!

Scarica il modulo per il rimborso in pdf o in word.

giovedì 25 febbraio 2010

Con l’inceneritore, il grande porto dei rifiuti

Dal giornale "Il Caffè" del 25 febbraio 2010

Sui treni della Roma-Velletri un fiume di rifiuti verso il megaforno, tra Ariccia e Albano.
Autorizzati altri impianti per rifiuti.
La Regione approva due strutture per materie pericolose a Cancelliera, senza valutazione d’impatto ambientale.
Un’altra in fase di approvazione.

Il 4 dicembre la Regione ha autorizzato un impianto di stoccaggio, trattamento e recupero di rifiuti non pericolosi e pericolosi in località Cancelliera, imponendo alcune prescrizioni, esonerandolo dalla Valutazione d'impatto ambientale (Via).
La società è la Was.Pit Srl, che ha sede amministrativa in Via Cancelliera 33, ad Ariccia. Stesso indirizzo dove risulta residente la Romatra Srl, che si occupa anch'essa di rifiuti industriali e speciali ed ha anche un laboratorio per questi rifiuti.
Molto vicino, a circa 200 o 300 metri, il 30 dicembre scorso la Regione ha autorizzato un “centro raccolta di apparecchiature fuori uso e veicoli fuori uso e non” (anche questo senza Valutazione d'impatto ambientale e con prescrizioni) in via Cancelliera – Via Nettunense n. 5. Sempre in territorio di Ariccia.

Leggi tutto l'articolo

lunedì 22 febbraio 2010

Vicino all’inceneritore più grande del mondo la scuola materna ed elementare, ma anche il grande deposito di rifiuti pericolosi

A poche centinaia di metri dalla discarica di Roncigliano e dal futuro inceneritore di Cerroni abitano migliaia di persone e c’è una scuola materna ed elementare.

Vicino all’inceneritore più grande del mondo Mattei (Sindaco di Albano) e Montino (degno sostituto di Marrazzo) vogliono realizzare una grande scuola.

Di seguito il bollettino da stampa sovietica diffuso da Montino:
Su proposta dell’Assessore all’Urbanistica e Vicepresidente della Giunta Esterino Montino, la Giunta della Regione Lazio ha dato oggi il via libera alla variante al Prg del Comune di Albano Laziale per l’ampliamento della scuola di via Pantanelle nella zona di Cancelliera. “Questo via libera urbanistico costituisce una doverosa risposta alle necessità di adeguati spazi per l’istruzione dei bambini in un quartiere dove vivono tante famiglie - afferma l’Assessore all’Urbanistica e Vicepresidente della Giunta Esterino Montino - Il plesso scolastico, che fa parte dell’Istituto comprensivo di via Pavona, avrà una superficie complessiva di 3650 mq , di cui circa 450 sono quelli occupati dal vecchio edifico. Secondo il progetto, la nuova ala della scuola, dotata di aule, servizi e palestra, sarà realizzata su un unico piano fuori terra, collegato con la parte già esistente.

Oltre alle aule, ai servizi, alla palestra, ci saranno l’inceneritore più grande del mondo e , per non fare mancare nulla ai ragazzi che frequenteranno la scuola, in via Cancelliera è in corso di apertura un importante deposito di rifiuti pericolosi di grandi dimensioni. Amianto, rifiuti chimici, lastre fotografiche e via dicendo comprese le emissioni di acido solforico per il recupero dell'argento dalle lastre. Autorizza la Regione Lazio: grazie anche al contributo di Montino.

Per completare lo scenario, Cianfanelli (il Sindaco di Ariccia) sta preparando la stazione merci a Cancelliera per il trasporto dei rifiuti e, per pensare alla nostra salute, il policlinico dei Castelli Romani (a soli 3 chilometri di distanza dall’inceneritore più grande del mondo).

Mattei e il Consiglio Comunale di Albano, con grande lungimiranza, hanno deciso di realizzare sempre a Cancelliera il nuovo cimitero.

Che ha detto Mattei di tutto ciò: “Il cimitero è quindi un’ideale continuazione di tutto ciò che abbiamo realizzato ...” (Cinque giorni, 29 giugno 2006).

domenica 7 febbraio 2010

La mondezza arriverà col treno?

Siamo nel pieno della campagna elettorale per le regionali nel Lazio e per le comunali ad Albano.

Tutti si dicono contrari all’inceneritore di Albano, targato Cerroni-AMA-ACEA, ma tutti hanno lasciato le loro firme su documenti molto compromettenti con il preciso obiettivo di costruire l’inceneritore di Albano (documenti che abbiamo già pubblicato e che sono disponibili su Internet).

I sindaci dei Castelli Romani (Mattei e Cianfanelli in testa) si dicono contrati all’inceneritore di Albano, ma hanno firmato il 16 luglio 2007 la richiesta di un inceneritore.

Gli Assessori Regionali Nieri e Zaratti si dicono contrari all’inceneritore di Albano, ma hanno firmato la delibera della Giunta Regionale del Lazio per ridurre a 200 metri la distanza delle discariche dalle abitazioni (deliberazione n. 965 del 22 dicembre 2008 della Giunta Regionale) e hanno dato incarico alla ASL RM-E di Roma di smentire il parere negativo dato dalla ASL RM-H di Albano in merito all’inceneritore di Albano (deliberazione n. 929 del 22 dicembre 2008 della Giunta Regionale).

Ha proprio ragione il Consigliere Regionale Robilotta: “Mattei di notte dice di si e di giorno dice di no”. La cosa chiaramente vale anche per gli altri attori di questa squallida vicenda.

Ma cosa starebbero combinando i nostri eroi di notte?

I rifiuti per l’inceneritore di Albano arriveranno tramite la linea ferroviaria.

Questo non è un mistero.

Il signor Cerroni ha avuto nei mesi scorsi importanti trattative per l’acquisto di terreni adiacenti alla linea ferroviaria Roma-Napoli, trattative che sono state interrotte proprio dal signor Cerroni.

Purtroppo la linea ferroviaria Roma-Napoli sarebbe troppo intasata a livello di traffico ferroviario.

La novità è rappresentata dal cambio di percorso ferroviario per portare i rifiuti al futuro inceneritore di Albano.

La nuova linea ferroviaria scelta è la Roma-Velletri, la più importante linea ferroviaria dei pendolari dei Castelli Romani, e a tal fine RFI e il Comune di Ariccia stanno progettando una stazione merci proprio a Cancelliera (Via Quarto Negroni), a pochi metri dalla discarica di Roncigliano e dal futuro inceneritore.

La stazione sarebbe stata richiesta da “misteriosi” privati (forse gli stessi “misteriosi” privati cui Alemanno e il Comune di Roma stanno regalando l’ACEA, che ha aumentato il proprio valore di 133 milioni di euro grazie alle autorizzazioni che Marrazzo e la sua Giunta hanno dato a Cerroni-AMA-ACEA per la costruzione dell’inceneritore di Albano … altro che vendita dell’acqua pubblica).

Da Roma (e con molta probabilità da tutto il Centro-Sud) arriveranno sui carri ferroviari i rifiuti all’inceneritore di Albano.

L’AMA si sta già attrezzando. Alla stazione di Roma Ostiense è già pronto una piattaforma che consente il trasporto su rotaia di circa 300 tonnellate/giorno di rifiuti urbani e a regime permetterà il conferimento di circa 1.260 tonnellate/giorno di rifiuti grazie alla costruzione di altri due nodi di scambio presso le stazioni di Salario e Salone. È inoltre in progetto la realizzazione di un raccordo ferroviario della lunghezza di 3 Km tra la stazione di Ponte Galeria e lo stabilimento AMA di Ponte Malnome.

La mondezza, che arriverà sui carri ferroviari da Roma (e da tutto il Centro-Sud), passerà per le stazioni ed i centri abitati dei Castelli Romani.

La mondezza passerà per Ciampino (dove abita e viene eletto l’On. Rugghia), Casabianca, Santa Maria delle Mole, Pavona, Cancelliera.

Cancelliera e i Castelli Romani diventeranno lo scalo merci dei rifiuti più importante del Centro-Sud Italia.

mercoledì 6 gennaio 2010

Menzogne sugli inceneritori e la gente muore

Abbiamo ripreso un'intervista a Patrizia Gentilini pubblicata sul sito di Beppe Grillo in merito a documenti con dati falsificati utilizzati dalle Istituzioni per negare gli effetti degli inceneritori.
E' la stessa cosa che è successa per l'inceneritore di Albano.
Il documento alla base dell'autorizzazione (AIA) per l'inceneritore di Albano, commissionato da Marrazzo e dalla sua Giunta, occulta la nuova fabbrica di tumori !!!!

Intervista a Patrizia Gentilini
Dal blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it )

Le affermazioni dell'oncologa Patrizia Gentilini sono gravissime.
Fa riferimento a falsificazioni di documenti utilizzati da pubbliche associazioni per negare gli effetti degli inceneritori sulla salute.
Per occultare le nuove fabbriche di tumori.
Credo che sia opportuno che un magistrato (sicuramente almeno uno leggerà il blog) proceda di ufficio per accertare la verità.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

"Sono Patrizia Gentilini, un medico, un oncologo, appartengo all’Associazione dei Medici per l’Ambiente e sono qui per spiegare il nostro comunicato stampa del 25 novembre scorso, in occasione del nostro ventennale. Vogliamo portare alla conoscenza di tutti e denunciare il fatto che sono stati modificati i risultati di studi scientifici in documenti in uso ad associazioni pubbliche, per attestare la presunta innocuità degli impianti di incenerimento dei rifiuti.

Ci rifacciamo a un documento: il Quaderno N. 45 di ingegneria ambientale.

Il documento a firma di Umberto Veronesi, Michele Giugliano, Mario Grasso e Vito Foà, è stato ripreso dalla Regione Sicilia e da altre Regioni, quali la Regione Toscana e altre Province in Italia. L’impatto sanitario è sviluppato a pag. 54/55 a firma di Vito Foà, nel documento sono presi in esame 4 studi, tutti riportati in maniera non corretta.

In particolare per lo studio condotto in Inghilterra, di Elliot, in prossimità di 72 inceneritori, è riferito che non è stata trovata alcuna diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7,5 chilometri di raggio circostanti gli impianti di incenerimento e in pratica non si è riscontrata nessuna diminuzione nel rischio mano a mano che ci si allontanava dalla sorgente emissiva.

Quello scritto nel lavoro originale di Elliot è esattamente il contrario, perché viene riportata, per l’esattezza, una diminuzione statisticamente significativa, mano a mano ci si allontanava dall’impianto di incenerimento per tutti i cancri: il tumore allo stomaco, al colon retto, al fegato e al polmone, quindi mano a mano che ci si allontanava dagli impianti il rischio diminuiva.

Nella versione italiana è stata aggiunta una negazione in modo da capovolgere il significato del lavoro.

Un altro esempio è lo studio condotto in prossimità dei due impianti di incenerimento di Coriano a Forlì e anche in questo caso è riportata solo la frase iniziale delle conclusioni, in cui si dice che lo studio non ha messo in evidenza eccessi di mortalità generale e di incidenza per tutti i tumori, è un’interpretazione molto parziale. Vi spiego come stanno le cose: lo studio di Coriano è stato condotto valutando l’esposizione a metalli pesanti, secondo una mappa di ricaduta di questi inquinanti, questa è la mappa che riguarda lo studio di Coriano (vedi video) fatta per valutare le ricadute sulla popolazione in base alle emissioni dei due impianti di incenerimento. I due inceneritori sono questi due continui al centro (vedi video) : 1) per i rifiuti urbani; 2) per rifiuti ospedalieri; è stata considerata l’emissione di metalli pesanti in aria e la loro ricaduta nel territorio. L’area più scura è dove è massima la ricaduta, poi via, via i livelli sfumano, fino a un colore giallo più chiaro preso come livello di riferimento. E’ stata analizzata la popolazione residente per circa 14 anni, dal 1990 al 2003/2004, e i risultati che ci sono stati sono stati estremamente importanti per quanto riguarda le donne. Nel grafico ho riportato l’andamento della mortalità per cancro nel sesso femminile in funzione dell’esposizione, quindi in funzione dei livelli della mappa precedente. In pratica questo è l’andamento del rischio di morte in funzione del livello di esposizione (vedi video), questo è l’andamento della mortalità per tutti i tipi di tumore nel loro complesso nel sesso femminile, che arriva fino a un aumento del 54%, questo l’andamento della mortalità per cancro alla mammella, al colon retto, per cancro allo stomaco, vedete che c’è una coerenza innegabile tra aumento del rischio e aumento del livello di esposizione, questo risultato certamente molto importante viene sottaciuto nel paragrafo che riguarda l’impatto sanitario dell’incenerimento, in modo da sottostimare questo rischio che è di fatto assolutamente di rilievo.

Cosa vogliamo dire con il nostro documento e con il nostro comunicato stampa?

Abbiamo voluto ricordare la nascita delll’Associazione dei Medici per l’Ambiente, che la nostra associazione ha come finalità di fornire strumenti di conoscenza al servizio di tutti i cittadini e di essere coerenti in questo, seguendo il nostro grande maestro, purtroppo scomparso: Lorenzo Tomatis che ci ha insegnato che medicina e scienza devono essere al servizio dell’uomo, della salute e non degli interessi economici. Abbiamo voluto ricordare che non è la prima volta che l’uso pure artefatto, strumentale degli studi scientifici è servito e ha costituito l’alibi per non adottare delle misure di protezione della salute pubblica, con un carico di sofferenze, di morti, malattia che si poteva evitare. Noi non vogliamo che questo si ripeta anche con l’incenerimento dei rifiuti che è una pratica assolutamente da bandire, dobbiamo riciclare, recuperare la materia e non bruciarla.Vorrei ricordare che la nostra associazione è indipendente, non è necessario essere medici, tutti possono iscriversi, potete andare sul nostro sito, tutti possono associarsi, non godiamo di finanziamenti da parte di terzi, ci autososteniamo. Nell’ambito del tema della gestione dei rifiuti, vorrei ricordare un nostro libro come strumento di conoscenza per le amministrazioni, per i cittadini, le associazioni. Nessuno di noi ha diritti, quindi non è una promozione commerciale. Come associazione siamo interessati a una variegata presenza di problemi come per esempio: telefonini, Ogm, pesticidi, inquinamento dell’aria. Problemi cruciali per la salute di tutti, siamo convinti che solo con la conoscenza, con la partecipazione e con l’impegno di tutti, si riuscirà a trovare soluzioni per la tutela della salute, della vita e del futuro di tutti noi."
Patrizia Gentilini

giovedì 17 dicembre 2009

Inceneritori: dati truccati

L’Associazione internazionale Medici per l’Ambiente denuncia manipolazioni sugli studi.
«Per dimostrare che sono innocui modificano i risultati scientifici».
Scienza (onesta) conferma l'inchiesta de Il Caffè: Tumori sottostimati di 1.000 volte ad Albano.

Leggi tutto l'articolo de Il Caffè.
Leggi l'inchiesta "Tumori sottostimati di 1.000 volte ad Albano".

domenica 13 dicembre 2009

Dal settimanale Panorama: C'è chi ha un santo in discarica?

In questo articolo pubblicato su un settimanale di importanza nazionale come "Panorama" viene dimostrato l'incredibile commistione gli interessi dei proprietari delle discariche e degli inceneritori (nel Lazio è solo Cerroni), la politica (o meglio il PD) e gli uomini da questi piazzati (da Cerroni o dal PD fa lo stesso) ai principali istituti sanitari che dovrebbero controllare i disastri sull'ambiente che provocano le discariche e provocheranno gli inceneritori.


Dal settimanale Panorama
17 dicembre 2009
di PAOLO VITA

Lazio & rifiuti
Un concorso senza altri concorrenti. Un esame superato in anticipo.
L'assunzione del figlio di Mario Perilli (ex deputato del Pd) all'Istituto per l'inquinamento desta più di un sospetto.
C'è chi ha un santo in discarica?

Tra firme false e assunzio­ni fatte prima delle pro­ve di esame è giallo sui concorsi con cui l'Istitu­to per l'inquinamento atmosterico ha assunto il figlio del presi­dente della commissione Agricoltura della Regione Lazio per il monitoraggio ambientale del gassificatore della discarica di Malagrotta.

La procura di Roma indaga da mesi sul­l'inquinamento nell'area circostante la più grande pattumiera del Lazio, ma i pub­blici ministeri che investigano sull'im­pianto non hanno mai visto gli studi pro­dotti da questo istituto, controllato dal Consiglio nazionale delle ricerche, né li hanno visti i tecnici dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente del Lazio.

Il monitoraggio è stato commissionato dal Consorzio laziale rifiuti (COLARI) di cui fa parte, oltre a Manlio Cerroni, proprieta­rio delia discarica, la Re­gione Lazio. Ma né il vice­presidente della regione, Esterino Montino (che sosstituisce Piero Marrazzo), né gli assessori all'Ambien­te, ai rifiuti e al bilancio hanno voluto dire al consi­gliere del Prc, Ivano Peduzzi, quali siano stati i ri­sultati delle analisi su Malagrotta e quanto sia stato speso.

Certa è l'assunzione di Mattia Perilli (figlio di Mario Perilli, già deputato del Pd, ora presidente della commissione Agricoltura della Regione) da parte del­l'Istituto per l'inquinamento nell'ambi­to di un contratto fatto dal CNR con il COLARI per organizzare il monitoraggio am­bientale nei siti «per la produzione di energia elettrica da Cdr prodotta negli impianti di Malagrotta 1 e 2», come spie­ga il bando con cui è stato ingaggiato.

In una zona dove la qualità dell'aria e dell' acqua è tale che anche l'Europa ha ap­pena scritto all'Italia per chiedere informazioni su Malagrotta, il figlio del poli­tico regionale ha battuto tutti i record in materia di concorsi pubblici.

Il 25 marzo 2008, l'allora direttore del­l'Istituto per l'inquinamento, Ivo Alle­grini, firma la nomina dì Mattia Perilli a vincitore della selezione, essendosi classifìcato al primo posto (era l'unico candidato) nella graduatoria della commis­sione con 125 punti su 150, e così viene assunto per 12 mesi fino al 4 mag­gio 2009. Peccato che la commissione che ha scelto il giovane si sia riunita per esaminarlo 23 giorni dopo l'atto di nomina (17 aprile 2008), cioè prima Perilli jr è stato dichia­rato vincitore e poi gli hanno fatto l'esa­me assegnandogli il punteggio della vit­toria.

II 30 aprile 2009, l'istituto del CNR bandisce un nuovo concorso e Perilli, for­te del suo titolo di studio (maturità clas­sica), vince anche questa prova.

Il figlio del politico riesce nuovamente in un'im­presa senza precedenti, firma il contratto di assunzione per altri 12 mesi alla cifra di 36.477 euro lordi il 28 maggio 2009, prima che l'istituto approvi la graduato­ria (1° giugno) e prima dell'atto con cui è stato nominato vincitore (3 giugno).

Sin­golare è anche il documento con cui il di­rettore dell'istituto, Nicola Pirrone, nomi­na la commissione che deve giudicare Pe­nilli. Sul foglio compaiono due timbri, uno sopra all'altro, con la dicitura «II Diretto­re, Nicola Pirrone», ma le firme sotto i timbri sono completamente diverse.

lunedì 30 novembre 2009

Gli inceneritori della vergogna, frutto di ricatti (vedi Marrazzo) e di falsità (vedi l'AIA di Albano)

COMUNICATO STAMPA
dell'ISDE - Associazione Medici per l'Ambiente

Oggi, 25 Novembre 2009, ricorre la Giornata Internazionale dei Medici per l’Ambiente: si costituiva infatti a Cortona (AR) il 25 Novembre 1990 l’International Society of Doctors for the Environment - ISDE.

ISDE è un’Associazione apartitica, senza scopo di lucro, articolata anche sul territorio nazionale italiano, riconosciuta da Agenzie quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite.

Tra le sue finalità primarie vi sono quelle della promozione e della diffusione delle conoscenze, nonché l’organizzazione di iniziative finalizzate, primariamente, alla protezione dell’ambiente e della salute. In questo quadro assume fondamentale rilievo una corretta informazione di cui devono beneficiare sia i cittadini che le istituzioni e quanti hanno comunque responsabilità pubbliche a tutti i livelli e nelle principali sedi decisionali.

Con questo comunicato intendiamo pertanto non solo ricordare il ventennale della nascita dell’Associazione, ma celebrarlo ottemperando le finalità con la divulgazione di una notizia che riteniamo di cruciale importanza. Possiamo affermare che sono stati modificati i risultati di studi scientifici per attestare innocuità degli inceneritori e supportare la scelta dell’incenerimento dei rifiuti in documenti ad uso delle Amministrazioni!

L’articolo è comparso sui Quaderni di Ingegneria Ambientale - Parte II “L’Impatto Sanitario” N. 45 pag. 54-55, 2007, e successivamente è stato ripreso in un documento ufficiale della “Regione Sicilia - Agenzia Regionale per i Rifiuti e per le Acque” sul “Recupero di energia dai rifiuti - Parte II”.

L’autore cita il lavoro di Elliot P. et al (Elliot P., Shaddick G, Kleinschmidt I. Cancer incidence near municipal solid waste incinerators in Great Britain, British Journal of Cancer 1996, 73, 702-710), nel seguente modo: “La conclusione degli Autori è che non è stata trovata alcuna evidenza di diversità di incidenza e mortalità per cancro nei 7.5 Km di raggio studiati ed in particolare nessun declino con la distanza dall’inceneritore per tutti i tumori…”

Nel lavoro originale Elliot ha scritto: “Observed-expected ratios were tested for decline in risk with distance up to 7.5 km... Over the two stages of the study was a statistically significant (P<0.05),>

Nello stesso articolo, il medesimo cita altri due studi: Franchini M. , Health effect of exposure to waste incinerator emissions: a review of epidemiological studies in Ann. Ist. Sup. Sanità 2004; 40 105- 115 e Hu S.W. Health effects of waste incineration: a review of epidemiological studies in J. Air and Waste Manag. Assoc. 2001; 51 1100-1109 ed Enhance Health Report finale http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/_cerca_doc/rifiuti/inceneritori/enh_relazione_finale.pdf) fornendo un’interpretazione diversa da quanto riportato dagli Autori, modificando o citando parzialmente i risultati emersi, sempre al fine di supportare le proprie tesi circa l’assoluta innocuità della pratica di incenerimento dei rifiuti.

Una segnalazione di quanto sopra, sottoscritta da numerosi medici e ricercatori italiani e stranieri fra cui i Prof. Dominique Belpomme e Paul Connet è stata oggi inviata al British Medical Journal, ove era stato pubblicato l’ articolo originale di P. Elliott.

L’International Society Doctors for Environment (ISDE) Italia stigmatizza e censura come assolutamente riprovevole il fatto che si stravolgano i risultati provenienti dalla letteratura scientifica e si forniscano ai decisori politici ed alle popolazioni informazioni erroneamente rassicuranti in spregio a valori che dovrebbero essere a fondamento dell’opera di ogni Medico, quali l’autonomia e la correttezza.

L’International Society Doctors for Environment, coerentemente con l’insegnamento del suo Ispiratore e Maestro Lorenzo Tomatis, fa appello affinché il mondo dell’Informazione e della Scienza non sia succube di interessi che nulla hanno a che fare con la difesa della Salute.

Già in passato l’utilizzo artefatto o strumentale dei risultati di alcuni studi scientifici ha costituito l’alibi per non adottare misure di protezione della Salute Pubblica, determinando di fatto esposizioni indebite di lavoratori e cittadini ad agenti tossici che hanno causato gravi sofferenze per mortalità e malattie che si sarebbero potute evitare.

Arezzo, 25 Novembre 2009

Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia
Via della Fioraia n.17/19
52100 Arezzo
Tel. 0575-22256 - Fax. 0575-28676
www.isde.it; isde@ats.it

giovedì 12 novembre 2009

L’inceneritore che scotta!!!

La vicenda dell’inceneritore di Albano sta assumendo, giorno dopo giorno, i contorni di uno scandalo ormai di livello nazionale.

Dopo la fine indecorosa di Marrazzo, capo dei Cerroni Boys, crolla un altro pilastro delle lobby che gestiscono l’affare dei rifiuti nel Lazio: l’imprenditore milanese Grossi è stato arrestato.

Spuntano nomi di società e di politici, tutti impegnati con Cerroni alla costruzione dell’inceneritore di Albano e alla distruzione del territorio dei Castelli Romani.

Intanto i Sindaci e i politici tutti chiedono la sospensiva dell’inceneritore, almeno fino alle prossime elezioni comunali e regionali.

In sintesi, quello di Albano è un inceneritore che scotta!!!

Leggi gli articoli pubblicati dal giornale "Il Caffè":

I Sindaci chiedono la sospensiva dopo aver chiesto il mostro

I prestigiatori di discariche e veleni

sabato 7 novembre 2009

Cosa ha combinato Marrazzo sotto ricatto e minacce?

Venerdì 6 novembre 2009 si è tenuto nella sede della Protezione Civile un incontro sul tema della gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio. Hanno partecipato all’incontro l’Assessore Regionale ai Rifiuti Giuseppe Parroncini, i tecnici della Protezione Civile, l’assessore capitolino all’Ambiente, Fabio De Lillo, e l’amministratore delegato di Ama Franco Panzironi. Grande assente il sottosegretario Guido Bertolaso.

La Regione Lazio dovrà fornire una serie di dati nella prossima riunione tra 15 giorni.

Prima della riunione, l’Assessore Regionale ai Rifiuti Parroncini (già capogruppo del PD) si è cimentato in una penosa difesa delle scelte scellerate del suo ex Presidente in tema di inceneritori, arrivando a dichiarare “Le linee programmatiche del piano rifiuti del Lazio prevedono quattro impianti di termovalorizzazione, tre dei quali sono già in funzione e uno (quello di Albano) è autorizzato”.

Purtroppo l’ex Presidente Marrazzo non amava ascoltare i cittadini (vedi incontro con il “Coordinamento contro l’inceneritore di Albano” del 23 giugno 2009 e del 16 luglio 2009), ma era solito ascoltare i consigli dalle altre persone che frequentava (vedi incontro del 4 luglio 2009).

Purtroppo il nuovo Assessore regionale Parroncini dimentica di dire gli inceneritori di Colleferro e di Malagrotta sono sotto sequestro da parte della magistratura.

Purtroppo il nuovo Assessore regionale Parroncini non si è accorto che l’autorizzazione per l’impianto di Albano è stata firmata il 13 agosto 2009 e quella per l’inceneritore di Malagrotta il 18 agosto 2009.

La magistratura dovrà indagare sulla “incredibile fretta” con cui sono state concesse nei giorni di ferragosto queste autorizzazioni al signor Cerroni (sia l’impianto di Albano che quello di Malagrotta sono di proprietà del signor Cerroni), visto che il Presidente della Regione Marrazzo era potenzialmente esposto a ricatti e minacce di ogni genere a seguito della diffusione del noto filmato con i trans.

Ieri, l’inceneritore di Albano era il simbolo dell’illegalità (niente gara d’appalto, le distanze dalle abitazioni previste nella Legge Regionale non sono state rispettate) e dell’arroganza (il parere della ASL di Albano è stato cestinato, gli Ordini del giorno votati dai Consigli Comunali dei comuni dei Castelli Romani sono stati disattesi, la volontà dei cittadini è rimasta inascoltata).

Oggi, l’inceneritore di Albano è anche il simbolo del ricatto e delle minacce.